Il TAR ha accolto la tesi del Comune di Crotone ed del F.C. Crotone, di seguito ecco la sentenza pubblicata in data odierna ed emessa il 18/06/2019.

Pubblicato il 26/06/2019

N. 01314/2019 REG.PROV.COLL.

N. 01221/2018 REG.RIC.

N. 01223/2018 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

(Sezione Prima)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1221 del 2018, proposto da Comune di Crotone, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Vincenzo Di Baldassarre, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Le Province di Catanzaro Cosenza e Crotone, Ministero dei Beni e delle Attivita’ Culturali, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Distrettuale Catanzaro, domiciliata ex lege in Catanzaro, via G.Da Fiore, 34;

e con l’intervento di

ad adiuvandum:
F.C. Crotone S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Sandro Cretella, Elio Manica, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

sul ricorso numero di registro generale 1223 del 2018, proposto da
F.C. Crotone S.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Sandro Cretella, Elio Manica, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Alfredo Gualtieri in Catanzaro, via Vittorio Veneto n. 48;

contro

Ministero dei Beni e delle Attivita’ Culturali, Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Le Province di Catanzaro Cosenza e Crotone, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentati e difesi dall’Avvocatura Distrettuale Catanzaro, domiciliata ex lege in Catanzaro, via G.Da Fiore, 34;

per l’annullamento

quanto al ricorso n. 1221 del 2018:

-della diffida adottata dal Mibact- Direz. Gen. Archeologia Belle Arti e Pae-saggio- Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Catanzaro Cosenza e Crotone del 17.07.2018 Prot. 9015, con la quale il Comune di Crotone è stato intimato ad ottemperare allo smontaggio delle strutture provvisorie accessorie allo Stadio Ezio Scida, insistenti su area vincolata ed ogget-to di autorizzazione temporanea all’utilizzo giusta concessione del 19.07.2018 n. 335/E con scadenza al 18.07.2018;

– della diffida adottata dal Mibac- Direz. Gen. Archeologia Belle Arti e Paesaggio- Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Catanzaro Cosenza e Crotone del 30.07.2018 Prot. 9452, sostanzialmente reite-rativa della prima;

-nonché di tutti gli eventuali ulteriori atti connessi presupposti o conseguenti, istruttori e non, ancorché non conosciuti, ove volti all’arresto e/o alla conclusione negativa del procedimento avviato con istanza del Comune di Crotone Prot. 10956 del 19.02.2018 di rinnovo/proroga dell’occupazione temporanea delle aree complementari allo Stadio Ezio Scida..

quanto al ricorso n. 1223 del 2018:

1) della nota prot. 9015 del 17.07.2018 a firma del Soprintendente presso la S.A.B.A.P. per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone con la quale è stato intimato lo smontaggio delle strutture amovibili installate presso lo stadio “Ezio Scida” di Crotone,

2) della nota prot. 9452 del 30.07.2018 a firma del Soprintendente presso la S.A.B.A.P. per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone con la quale è stata reiterata la richiesta di adempimento alla precedente diffida;

3) degli atti, non conosciuti, attraverso i quali la direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio presso il MIBAC avrebbe espresso la volontà di non assecondare una nuova autorizzazione all’installazione delle strutture amovibili;

4) di ogni altro presupposto, connesso e/o consequenziale

in via subordinata                                                                                                      per la declaratoria, previa emissione delle idonee misure cautelari monocratiche, di illegittimità del silenzio serbato

dall’amministrazione resistente rispetto all’istanza resa con nota prot. 1956 del 19.02.2018 a firma congiunta del competente dirigente di settore del Comune di Crotone e dell’assessore allo sport presso il Comune di Crotone e rispetto alle note prot. 34255 del 01.06.2018 a firma del Sindaco di Crotone, con le quali è stato richiesto il rilascio di autorizzazione al mantenimento delle strutture amovibili installate presso lo stadio “Ezio Scida” di Crotone.

Visti i ricorsi e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio di Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Le Province di Catanzaro Cosenza e Crotone e di Ministero dei Beni e delle Attivita’ Culturali e di Ministero dei Beni e delle Attivita’ Culturali e di Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Le Province di Catanzaro Cosenza e Crotone;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell’udienza pubblica del giorno 19 giugno 2019 la dott.ssa Francesca Goggiamani e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

1. Con il ricorso n. 1221/2018 il Comune di Crotone ha impugnato, con richiesta di sospensione, per violazione delle regole partecipative e per diversi profili di eccesso di potere il provvedimento del 17.7.2018 della Sovraintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le Province di Catanzaro Cosenza e Crotone intimante lo smontaggio e lo sgombero delle strutture provvisorie accessorie allo stadio comunale insistenti su area vincolata, già oggetto di concessione provvisoria, in quanto non prorogata, nonché della successiva diffida del 30.07.2018.

È intervenuta ad adiuvandum la F. C. Crotone s.r.l., che ha proposto avverso i provvedimenti di sgombero anche autonomo ricorso con le medesime censure spiegate nell’intervento.

L’Amministrazione ha chiesto il rigetto della domanda.

2. Con il ricorso n. 1223/2018 la F.C. Crotone s.r.l. ha impugnato i medesimi provvedimenti per violazione dell’art. 3 della l. 7 agosto 1990, N. 241 e degli artt. 45 e ss. del d. lgs. n. 42/2004, eccesso di potere per carenza di motivazione, carenza di istruttoria, contraddittorietà fra provvedimenti, illogicità manifesta e sviamento di potere.

In via subordinata ha chiesto la declaratoria di illegittimità del silenzio serbato sull’istanza di rinnovo dell’autorizzazione all’occupazione temporanea del suolo avanzata dal Comune.

Anche a tale impugnazione ha resistito l’amministrazione.

3. La tutela cautelare è stata per entrambi i ricorsi accolta con ordinanze confermate dal Consiglio di Stato.

All’udienza pubblica del 19.6.2019 entrambi i ricorsi sono stati discussi e sono stati trattenuti in decisione.

DIRITTO

1. In via preliminare essendo i ricorsi connessi oggettivamente in quanto rivolti ad impugnare i medesimi provvedimenti vanno riuniti ex art 70 c.p.a.

2. I ricorsi meritano accoglimento essendo fondate le plurime censure di eccesso di potere.

Si riscontrano in primo luogo i lamentati vizi di contraddittorietà e carenza di istruttoria.

Si rileva, infatti, dal punto di vista della consecuzione procedimentale che:

– l’istanza avanzata tempestivamente nel febbraio del 2018 dal Comune alla Sovraintendenza di rinnovo della autorizzazione alla occupazione temporanea del suolo con le strutture movibili di spogliatoio e tribuna con scadenza luglio 2018 è rimasta senza definizione;

– a seguito di apposito incontro del 26.6.2018 si è convenuto che, stante l’illustrazione da parte dell’ente locale del rispetto delle prescrizione imposte dall’autorità a tutela dei beni archeologici, la Sovraintendenza avrebbe proceduto alla delibazione dell’istanza di rinnovo in contraddittorio con comune e società sportiva, previa acquisizione della documentazione di monitoraggio, con la precisazione che l’eventuale provvedimento favorevole avrebbe nuovamente imposto controlli e prescrizioni;

– dopo tale determinazione congiunta e senza che la Sovraintendenza compisse alcun atto istruttorio, questa ha emesso gli impugnati provvedimenti di sgombero.

Ancora deve evidenziarsi che la decisione di sgombero nella pendenza del procedimento di rinnovo risulta non ragionevole alla luce delle seguenti emergenze in fatto:

– le strutture non insistono sull’area vincolata direttamente per essere custode dei reperti archeologici, ma sono solo su area limitrofa sulla quale dal 1981 grava vincolo “indiretto” in quanto fascia di rispetto alla prima (V. doc. 5, fascicolo Ministero – planimetria vincoli);

– le strutture movibili (tribuna e spogliatoi), per come progettate e realizzate, non hanno compromesso il sottosuolo e relativi resti archeologici, pienamente rispettando le prescrizioni contenute nell’originaria concessione (difetto di scavi/ carico inferiore a 1 kg/cmq) (v. relazione direttori lavori e relazione Silpa 2016 e 2018, nonché l’ultima del giugno 2019): in particolare non hanno dato luogo a scavi né a compattamento del terreno contenente gli scavi né, ancora, cedimenti delle strutture di fondazione;

– il MIBAC non ha programmato nell’area in questione interventi di valorizzazione dei beni archeologici, mentre al contrario la F.C. Crotone ha programmato la realizzazione di un nuovo impianto sportivo con la predisposizione di uno studio di fattibilità all’esame del Comune, il quale ha a sua volta approvato il documento preliminare al PSC.

Il Ministero, dal canto suo, non ha fornito elementi a superamento dei dati tecnici forniti dalle parti ricorrenti né in fase cautelare né in fase di merito, depositando generica relazione in cui si contesta (v. doc. 4), senza specifiche deduzioni tecniche, la relazione della Silpa del 2016, la quale nelle conclusioni è invece confermata da 2 successive relazioni le quali giungono alle conclusioni dopo il compimento di attività di monitoraggio analiticamente descritta per strumenti utilizzati ed esiti delle operazioni.

3. L’accoglimento della domanda principale dispensa dalla disamina di quella ex art. 117 c.p.a. avanzata unicamente in via subordinata dalla F.C. Crotone s.r.l.

4. Le spese di lite in ragione della peculiarità della vicenda e degli interessi in gioco possono essere compensate.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sui ricorsi di cui in epigrafe, così provvede:

1) Riunisce i ricorsi;

2) In accoglimento dei ricorsi, annulla i provvedimenti impugnati;

2) Compensa tra le parti le spese di lite.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Catanzaro nella camera di consiglio del giorno 19 giugno 2019 con l’intervento dei magistrati:

Vincenzo Salamone, Presidente

Francesca Goggiamani, Referendario, Estensore

Pierangelo Sorrentino, Referendario

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
Francesca Goggiamani Vincenzo Salamone