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Tutto troppo facile a Torino ieri sera? Assolutamente no. La Juventus non è morta. Niente sarebbe stato semplice con l’Atalanta dei miracoli targata Gasperini e la Juventus lo sapeva molto bene. Affrontare una delle formazioni più in forma del campionato dopo la brutta sconfitta di Genova poteva essere un’arma a doppio taglio. La voglia di rivincita sarebbe stata tanta vero e c’è anche da dire che difficilmente il pubblico dello Stadium avrebbe potuto assistere ad una gara più brutta di quella di Marassi, però l’errore era dietro l’angolo così come la ricaduta. Finisce invece 3-1, finisce con una Juve pronta ad affrontare ora l’ultima gara di Champions col sorriso sulle labbra di chi può mettere finalmente da parte quanto di brutto fatto vedere una settimana fa, dimenticando. L’attesa era tanta attorno al match contro la Dea perché sarebbe stato l’ennesimo senza Dybala, il primo senza Bonucci e Dani Alves. Allegri sceglie un 4-3-1-2, mette Pjanic davanti a Mandzukic e Higuain, non fa riposare Khedira, ma inserisce Sturaro a centrocampo. Torna Marchisio dal 1′ e la coppia di centrali a pochi passi da Buffon è composta da Chiellini e Rugani. Apre le marcature Alex Sandro con un tiro fortissimo di interno sinistro, poi il 2-0 lo segna di testa Rugani. Il 3-0 invece arriva sempre di testa ma ha come protagonista Mandzukic, sempre più forte, sempre più protagonista. A fine secondo tempo una piccola gioia anche per i bergamaschi che accorciano con Freuler. Tutto, forse, facile insomma, tutto nuovamente sereno sui cieli di Torino, allarme rientrato. E ora? Spazio al potere dell’Europa che conta, spazio magari a nuove critiche o a nuove lodi, con un occhio rivolto al prossimo impegno sempre a Torino, nella vicina tana granata.