© foto di Carmelo Imbesi/Image Sport

L’Avellino a Walter Novellino. Rima a parte, la notizia di giornata in Serie B è questa: gli irpini cambiano, via Domenico Toscano, dentro l’allenatore di Montemarano (24 km da Avellino), che torna in Campania a 16 anni dalla conclusione dell’avventura alla guida del Napoli. Una scelta votata alla classica ricerca della svolta in casa biancoverde, dopo un rendimento altalenante che evidentemente non ha soddisfatto piazza e proprietà. Che stagione è stata sin qui, quella dell’Avellino? Alti e bassi, appunto, ma soprattutto con una clamorosa differenza tra casa e trasferta. Otto gare al Partenio, otto fuori: nel primo caso sono arrivate quattro vittorie, due pareggi e due sconfitte. Nel secondo, sei sconfitte e due pareggi. Un punteggio medio a partita di 1,75 tra le mura amiche, di 0,25 lontano da casa. Costruire una roccaforte tra i propri tifosi è sempre utile, ma il primo compito di Novellino sarà migliorare il rendimento della squadra lontano dal Partenio-Lombardi.

A livello tattico? L’Avellino di Toscano nasceva con la difesa a tre, è un dato di fatto. Da metà ottobre in poi l’ormai ex tecnico irpino (che comunque nelle ultime due uscite non era in panchina) ha cambiato schieramento, alternando un 4-4-2 (in linea o col rombo) e un 4-3-3 al 3-5-2 comunque riproposto in un paio di occasioni. Le basi, per il nuovo Avellino, ci sono: Novellino in carriera si è dimostrato abbastanza flessibile, ma ha comunque quasi sempre prediletto uno schieramento difensivo a quattro. In attesa di gennaio, dove qualcosa potrebbe cambiare, questa nuova, ipotetica, veste, andrebbe bene soprattutto dalla cintola in su. Ipotizzare un attacco con Verde e Molina a supporto di Ardemagni in un 4-3-3 non sembra impossibile. E anche per un 4-4-2 le risorse paiono più che sufficienti. In difesa, se sarà effettivamente schierata a quattro, potrebbe rischiare qualche centrale (al momento sono sei, contando anche il giovanissimo Diallo), sugli esterni potrebbe servire qualche accorgimento (i terzini di ruolo, in rosa, sono due: Gonzalez e Asmah). L’evoluzione, comunque, è possibile, alla ricerca della continuità che finora è mancata. Soprattutto, Novellino dovrà cercare la fortuna: quella che a Toscano in diversi frangenti è mancata, quando per esempio all’Avellino sono mancati quasi tutti gli attaccanti. Ma la fortuna, si sa, dei tanti fattori del calcio è il meno prevedibile.