© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Il Milan riparte da Riccardo Montolivo: il capitano più contestato degli ultimi anni ha infatti rinnovato il proprio contratto fino al 2019. Un prolungamento che da un lato scatena la prevedibile ironia del web e dall’altro chiarisce lo stato dell’arte della dirigenza rossonera. Poche idee, ma confuse, verrebbe da dire, per dire la verità e citare Flaiano. Da un lato non è ancora chiaro chi si occuperà del mercato, specie se arriveranno i cinesi; dall’altro, vengono smentiti i proclami di chi se ne occupava fino all’altro giorno. Perché solo qualche anno fa (precisamente nel 2011) Adriano Galliani annunciava che i calciatori over-30 non avrebbero firmato altro che contratti annuali. Ieri ne sono arrivati due: Montolivo oltre Antonelli, con Calabria che sposta l’ago della bilancia verso la giovane età. E l’ironia pungente dei tifosi rossoneri trova una ragione abbastanza chiara: perché nel 2011, forse anche per questa ragione, salutava Andrea Pirlo, che di Montolivo è stato il predecessore nel ruolo di regista del centrocampo milanista. Con rendimenti oggettivamente non comparabili. Di lì in poi, la caduta verso gli inferi del Diavolo, che quest’anno per la terza volta consecutiva ha mancato l’accesso alle competizioni europee. Nesso causa-effetto non proprio scontato, ma difficile da nascondere come la polvere sotto il tappeto. Il Milan riparte da Montolivo, che non ha certo tutte le colpe ma ormai pare un capro espiatorio per le disfatte recenti. Più in generale, i rossoneri aspettano di conoscere il proprio futuro, ma nel frattempo smentiscono il proprio passato.