© foto di Daniele Buffa/Image Sport

In una Nazionale orfana del talento e dell’esperienza internazionale di Verratti e Marchisio e con Montolivo e Motta al momento più fuori che dentro, la presenza di un campione come Andrea Pirlo poteva fare la differenza in un reparto che in un amen è passato da punto di forza all’essere forse l’anello debole della catena.

E dire che era stato Antonio Conte, quando il regista decise di dire stop all’azzurro, a suggerirgli di ripensarci, per poter dare una mano a una squadra che non ha trovato il giusto cambio generazionale e che avrebbe ancora bisogno del suo talento.

Non aveva fatto i conti col peso specifico della MLS. Il trasferimento negli Stati Uniti ha di fatto messo una pietra tombale sulla sua avventura azzurra, che conta 116 presenze. Giusto il tempo di superare Zoff, ma non abbastanza per eguagliare Paolo Maldini.

“Se scegli di andare là in termini di calcio puoi pagarne le conseguenze” ha dichiarato Conte in conferenza stampa. Messaggio anche a Sebastian Giovinco e poco importa che quest’ultimo sia stato eletto nella MVP.