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Dopo il ko dell’Olimpico, il Napoli non può più sbagliare. La squadra di Sarri quest’oggi dovrà sfruttare il San Paolo – dove è imbattuto ed ha il miglior rendimento del campionato – per battere l’Atalanta e conservare almeno i due punti di margine sulla Roma nella corsa al secondo posto che vale la Champions diretta. Eppure, riavvolgendo il nastro fino ad arrivare all’estate, il Napoli ha già raggiunto un traguardo tutt’altro che scontato: con il ko dell’Inter è certo del terzo posto, obiettivo stagionale ma che pochi, pochissimi credevano possibile. Durissima in quel momento immaginare il Napoli davanti a corazzate come Juventus e Roma, poi erano accreditate le milanesi, celebrate da più parti dopo campagne acquisti impegnative, ed anche Fiorentina e Lazio partivano su basi importanti.

Rispolverare le premesse iniziali non è un esercizio fine a se stesso, ma utile per analizzare la straordinaria stagione degli azzurri, capaci di tenere aperto il campionato fino alla trasferta di Udine, e che sono ad un passo da battere tanti record del club (punti, vittorie e gol in casa e totali, solo per citarne alcuni). Soltanto i risultati, arrivati dopo le prime tre giornate ed accompagnati da una spettacolare organizzazione, spazzarono via i dubbi (e varie contestazioni in città, oltre al record negativo di abbonamenti) sul mercato, la qualità complessiva della squadra e Sarri, accolto tra diffidenza e le previsione di un rapido esonero di una piazza scottata dal deludente quinto posto della stagione precedente con Benitez.

Proprio per quanto fatto, però, quello che era l’obiettivo stagionale ora sarebbe accolto come una beffa. Tra il secondo ed il terzo posto la differenza è enorme: evitare il preliminare permetterebbe alla società di programmare ed operare tempestivamente sul mercato, senza aspettare gli ultimi giorni di mercato per la garanzia di avere o meno i 40-45mln della fase a gironi. Ed il preliminare, come insegna il confronto con l’Athletic nell’anno dei Mondiali, anche con un avversario più comodo è un rischio enorme per la preparazione precaria, pur anticipando il ritiro, soprattutto per i reduci dagli Europei. Col rischio, come se non bastasse, di un contraccolpo a condizionare anche l’inizio del campionato. Per questo Sarri vuole nove punti, anche se uno stop della Roma a Genova rischierebbe di essere decisivo.