LIVE TMW - Allegri: "Dopo la Juventus mi piacerebbe andare l'estero"

00:40 – Finisce qui Sky Calcio Club con ospite Massimiliano Allegri. Rileggi tutte le dichiarazioni del tecnico della Juventus.

Sulla figlia: “È intelligente, si è fatta un po’ trascinare dall’evento, ma ha capito”.

Le interviste postpartita sono un supplizio? “Sono cose che bisogna fare e si fanno. A quello che devo dire ci penso, ma non sono cose che concordo con la società a meno che non ci sia qualcosa di particolare”.

Su Totti: “È il più grande tutti. È stato molto importante per la Roma in quel momento, Spalletti si è trovato in un momento di grande difficoltà”.

Dopo la Juve chi ti piacerebbe allenare? “Mi piacerebbe andare all’estero. Con il Chelsea non ho avuto nessun contatto, che sarei rimasto alla Juventus lo sapevamo già da febbraio”.

Berlusconi: “Non so Mihajlovic, ma al Milan io lo sentivo una volta alla settimana. Ci siamo sentiti anche a Natale, mi ha chiamato per lo scudetto. Con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto. In tre anni e mezzo non ho avuto problemi. Quando parla di calcio dice cose anche sensate. L’unica volta in cui mi ha telefonato di più è stato quando abbiamo giocato contro il Barcellona”.

Sulla finale di Coppa Italia: “Il Milan è una squadra vincente nella storia delle coppe, è l’ultima partita che hanno per dimostrare di meritare l’Europa. Noi dobbiamo essere bravi a interpretare la gara, siamo in una buona condizione fisica. Nel finale di stagione le mie squadre tirano fuori il meglio, anche col Cagliari”.

Sulla Nazionale: “Ieri De Rossi ha fatto una buona partita. Il problema della Nazionale lo avremo anche noi l’anno prossimo con le riforme delle rose. Bisognerà avere 20 giocatori più tre portieri con determinate caratteristiche. Montolivo l’ho fatto giocare nel 4-3-3 al Milan, ma cambia molto tra giocare da mezzala nel 4-3-3- e giocare mezzala nel 4-3-1-2”.

Su Zaza: “È un ragazzo che è cresciuto molto, alla Juventus si cresce tanto, può fare sicuramente il titolare anche in Nazionale”.

Sul Napoli: “Innovativo? No, diciamo che Sarri è stato molto bravo a capire che con quella squadra lì bastava rovesciare il triangolo di centrocampo di Benitez, mettere una mezzala come Hamsik e poteva funzionare. Distrutto Benitez? No, diciamo che nelle coppe ha avuto i suoi risultati. Nel campionato italiano conta prendere meno gol. Se ne prendi 20-25 e ne fai 75 vinci il campionato, se ne prendi 30 arrivi secondo e da 30 in su arrivi terzo. Sono statistiche. Sarri è stato bravissimo a capire questo, la difesa ha lavorato meglio, c’è stata più copertura, poi ha avuto uno straordinario Higuain. Ha fatto 82 punti, il Napoli ha perso contro di noi e con la Roma all’89’, ma sono state partite equilibrate. Scontro diretto? Con noi non s’è mai avvicinato alla porta, neanche noi abbiamo creato. Noi avevamo molto da perdere, loro forse potevano prendere più rischi. Dai cambi hai provato a prendere lo 0-0? Se perdevamo, col -5 era perso il campionato. Poi alla fine non pensavo di poterla vincere e mi sono messo 4-3-3 ed ho messo Alex Sandro per ripartire e alla fine abbiamo trovato il gol. Ma c’è stata un pò di fortuna”.

Su Alex Sandro: “Diventerà uno dei più forti. Ha fatto delle partite davvero importanti, ma anche lui era abituato al Porto, all’inizio ha fatto fatica. All’inizio non reggeva tante partite di seguito, era abituato al Porto. È uno che può mettere il pallone dove vuole con tutti e due i piedi. I ragazzi che ho a disposizione mi entusiasmano e per me sono i migliori di tutti”.

Sulla Champions: “Lo scorso anno abbiamo fatto una finale, quest’anno abbiamo peccato a Siviglia dove dovevamo andare con un’altra cattiveria. Il Bayern è una squadra che gioca, dovevamo accettare l’uno contro uno ed essere aggressivi, cosa che non è accaduta all’andata”.

Ancora Pogba: “È stato determinante per noi tra gol e assist. È migliorato tantissimo, ma può ancora crescere tanto. Spesso si va a cercare dei dribbling che non servono a niente quando dovrebbe tirare direttamente. Vuole la palla, non è che si nasconde, nei momenti di difficoltà c’è sempre. I giocatori che ha la Juventus non sono difficili da trovare in Europa se dovessero partire”.

Marotta e Paratici: “Marotta dall’alto della sua esperienza dà equilibrio, ma Fabio è bravissimo. A me basta che arrivino giocatori bravi. Avremo Marchisio fuori per molto, mi è dispiaciuto anche perdere Caceres che è bravissimo. Rugani è migliorato molto a livello difensivo, ma soprattutto nella velocità dei passaggi”.

Sulla prossima stagione. “Bisognerà avere una gestione diversa soprattutto dei giocatori che arrivano dall’Europeo, ce ne sono diversi che possono arrivare fino alla fine e vincere. Vogliamo provare a vincere il sesto scudetto di fila che sarebbe un qualcosa di clamoroso, ma non sarà facile perché alle spalle abbiamo un Napoli che ha fatto tantissimi punti, una Roma che può migliorare e tante altre avversarie”.

Pjanic: “È uno dei giocatori più bravi che ci sono in Europa. Dicono che l’ho chiamato, ma mai mi sarei permesso di chiamare un giocatore tesserato con un’altra squadra. Non l’ho mai fatto e mai lo farò e mi dispiace che sia stata scritta questa cosa”.

Sul futuro: “Indipendentemente dai giocatori che arriveranno – che dovranno essere di qualità e di spessore morale – io confido molto nel miglioramento di quelli che ci sono. Sento parlare spesso di sistemi di gioco, ma io prima devo vedere i giocatori che ho a disposizione. Il mercato non è più come quello di qualche anno fa, ora bisogna guardare la qualità che si ha e metterla in campo”.

Ancora sulla Juventus: “Senza questo avvio difficile forse non ci sarebbero stati questi record e questa Juventus. Dopo l’avvio complicato poi i risultati si sono incanalati e i ragazzi sono stati fantastici”.

Sul Milan: “Avevamo iniziato male, ma poi abbiamo preso un bel filotto e fatto una bella rincorsa. L’anno dopo ci sono state delle difficoltà ma abbiamo passato lo stesso il turno. Quell’anno il Milan ha buttato via l’Europa League. Io dico sempre che bisogna avere una società forte dietro, i giocatori sentono queste cose e ci si infilano dentro”.

Sui singoli: “La Juventus ha i difensori più forti del mondo. Non dimentichiamoci che abbiamo perso Caceres che ha piede e che nell’uno contro uno è insuperabile. Mandzukic è un giocatore che conosce il calcio, poi c’è anche Evra. Quando giochi con questi giocatori hai qualcosa in più. Mandzukic si è sentito responsabile per l’eliminazione dalla Champions, è stato 20 giorni chiuso nello spogliatoio come se lo avessi messo in castigo, ma lo ha fatto da solo”

Su Hernanes: “I giocatori che ho a disposizione sono stati scelti insieme alla società e sono i più bravi. La fiducia è fondamentale. Hernanes si è calato nel ruolo davanti alla difesa, è intelligente e se ha fiducia può fare di tutto. Di Pirlo ce ne è stato uno, non si può sempre fare paragoni con Pirlo”.

Il momento della svolta: “Chiellini, Bonucci e Barzagli quest’anno hanno giocato pochissimo insieme, il 14-15% delle partite. Dopo Sassuolo ci siamo guardati e abbiamo sorriso perché quando c’è negatività si vede tutto male. All’andata abbiamo perso ma avevamo costruito tanto, paradossalmente meritavamo più di perdere la gara del ritorno. Ci siamo guardati con Buffon e siamo ripartiti dalle basi. La buona sorte nel derby col Torino ci ha aiutato, da lì ho detto ai ragazzi di non guardare la classifica ma di pensare partita dopo partita. Volevo arrivare a Natale a 6 punti dalla vetta, ma i ragazzi hanno fatto qualcosa di straordinario. Vincere 25 partite su 26 penso sia qualcosa di incredibile”.

Ancora sull’avvio di stagione “All’inizio venivo criticato. Dybala si vedeva che poteva diventare uno dei migliori al mondo, ma veniva dal Palermo, dove giocava una volta alla settimana. Al Palermo, al Sassuolo, vinci una partita, ne pareggi un’altra e va bene lo stesso. Alla Juventus è tutto diverso. Bisogna che imparino cosa vuol dire giocare alla Juventus. Dybala ha ancora tanti margini di miglioramento. Deve imparare a giocare col destro, a fare più assist. Anche Zaza ha avuto gli stessi problemi. La Juventus ha lavorato benissimo perché ha preso i giovani migliori, ma bisogna dar loro tempo”.

Sui tanti cambiamenti in estate: “Quando si prendono delle decisioni bisogna accettarle. Tevez e Pirlo erano in programma, lo sapevamo. Padoin è stato messo in croce, ma è il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere. Non gli si può chiedere un lancio da 60 metri, ma in alcuni momenti era l’unico che poteva dare equilibrio davanti alla difesa. I risultati non erano certo colpa di Padoin. Io dico sempre che l’allenatore più bravo è quello che fa meno danni. Pogba è cresciuto in modo esponenziale e ancora adesso ha dei momenti in cui qualche ‘cazzatella’ la fa. Khedira è un giocatore straordinario”.

Sulle prime dieci gare della Serie A: “Basta vedere la faccia di tutti noi quando prendiamo il secondo gol di Dzeko. Là si è capito che non eravamo ancora dentro la stagione, c’erano 10 giocatori nuovi, non eravamo ancora al top della condizione”.

Sugli avvii di stagione difficili: “Col Milan il primo anno abbiamo fatto cinque partite e 8 punti. Il secondo anno spesso inizio male, in tutte le squadre che ho allenato di solito iniziano a muovere le gambe da ottobre-novembre. Perché? perché lavorando più sui concetti che sulla ripetitività dei movimenti magari serve più tempo. E poi dal punto di vista fisico spesso serve tempo per ingranare”.

Sul lancio della giacca contro il Carpi: “Quella cosa di Carpi è stata tremenda, ho rischiato che mi facessero passare un Natale tremendo. All’ultimo minuto era arrivato quel gol sbagliato da Lollo contro il Carpi e mi sono arrabbiato tantissimo. Avevamo rischiato di mettere a repentaglio una lunga rincorsa. Ci sono momenti in cui devi arrabbiarti e momenti in cui devi dare serenità. In alcuni momenti abbiamo perso la serenità in un momento decisivo del campionato. Poi i ragazzi sono stati davvero bravi a reagire. Quando si gioca il sabato dico sempre ai ragazzi ‘Mi raccomando, non mi rovinate la domenica’…”.

23:08 – È arrivato Massimiliano Allegri in studio.

22:50 – Massimiliano Allegri è l’ospite d’onore di Sky Calcio Club, trasmissione in onda a partire dalle 23 su Sky Sport 1 HD e Sky Calcio 1 HD. L’allenatore della Juventus sarà in studio assieme a Fabio Caressa, Beppe Bergomi, Zvonimir Boban, Massimo Mauro, Stefano De Grandis e Alessia Tarquinio per riassumere i temi del 38° e ultimo turno di Serie A.