© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Ivan Juric. Un nome ed un cognome sulla bocca di tutti per le qualità che il tecnico del Crotone ha dimostrato in questa stagione portando la realtà calabrese al traguardo più importante della sua storia. La carriera del mister, tuttavia, ha radici ben più profonde, dal momento in cui prese il via la sua carriera ad alti livelli con quel trasferimento in Italia che gli cambiò la vita. Tuttomercatoweb.com ne parla in esclusiva con il suo agente storico, Marko Naletelic.

“Ivan arriva da lontano, dall’Hajduk Spalato, un club che ha sempre partorito talenti di primissimo livello che hanno mostrato tutte le loro qualità nel calcio che conta e di cui è stato bravo a portare avanti la tradizione”.

Come sono stati i suoi inizi?
“Lui è arrivato nella nidiata successiva a quella che ha portato alla luce talenti del calibro di Davor Suker, il centravanti della Croazia e del Real Madrid negli anni ’90. Era un talento grezzo ma pronto al grande salto”.

Il suo primo passaggio è stato con la Spagna
“Esattamente. Dapprima a Siviglia, club nel quale si è prima imposto e poi con il cambio di allenatore ha avuto qualche difficoltà. Da lì c’è stata la scelta di andare in prestito all’Albacete, ed il passaggio successivo è stato quello della svolta. L’Italia…”.

A questo proposito, come sono state le dinamiche del suo primo trasferimento a Crotone?
“Il calcio italiano è sempre stato nel suo destino. Il primo ad essersene reso conto è stato il direttore Franco Ceravolo, che a quei tempi faceva il mercato della società calabrese. Ho pensato a lui perché so che aveva già portato alla luce mezza serie ed in effetti è stata la scelta migliore perché anche in questa circostanza ci ha visto lungo. Ha avuto la lungimiranza di comprendere che quel talento di cui gli avevo parlato aveva le prospettive per imporsi nel calcio italiano, gli ha dato fiducia e da quel momento è iniziata una parentesi che avrebbe contraddistinto tutta la carriera di Ivan”.

Per caratteristiche, del resto, Juric non ha avuto alcun problema ad imporsi nel nostro calcio…
“Assolutamente, lui ha sempre avuto grinta da vendere e una predisposizione alla tattica che sembrava fatta su misura per il vostro calcio. Merito di chi se ne è reso conto per primo dandogli fiducia e concedendogli un’opportunità che Juric è stato fantastico a sfruttare al meglio”.

Le caratteristiche che hai elencato, del resto, sono quelle di un tecnico predestinato, al di là dell’ottima carriera svolta sul campo
“Esatto, a Crotone con Gasperini ha preso il via la sua parabola che è poi proseguita anche con la maglia del Genoa, scrivendo pagine di fondamentale importanza per le storie delle due società, con una squadra da sogno assieme a giocatori come Thiago Motta, Milito, Sculli e tutti gli altri. Del resto anche in Liguria hanno sempre creduto in lui, dal momento in cui gli proposero la panchina della Primavera quando Juric invece decise per riconoscenza, di seguire Gasperini all’Inter prima ed al Palermo poi”.

Considerando che i vertici dirigenziali del Genoa sono gli stessi, non è utopia pensare ad un futuro a Marassi per la carriera di Juric…
“Esatto. La stima è intatta nei suoi confronti. Anche se adesso è davvero facile parlare bene di Juric per quello che ha conquistato. Era più difficile credere in lui come hanno fatto Ceravolo prima di tutti, la dirigenza del Genoa con Gasperini e quella del Crotone. Io l’ho accompagnato per tutta la sua carriera a livello professionale e sono orgoglioso di averlo fatto”.