© foto di Federico De Luca

L’ha conosciuto tra le file del Napoli, quando Claudio Ranieri ha allenato la formazione azzurra e lui era da poco uscito dal settore giovanile. Adesso Gaetano De Rosa ha commentato per Tuttomercatoweb.com la favola Leicester che ha visto l’allenatore italiano grande protagonista. “Non ho esordito con lui in Serie A, ma ero inserito nella prima squadra per sua volontà insieme a Fabio Cannavaro e Angelo Pagotto. Poi ho debuttato a fine stagione, quando lui era già stato esonerato per fare posto a Ottavio Bianchi”, ha detto De Rosa che ha poi proseguito: “All’epoca mi stupì il suo grande profilo umano. Viveva momenti di tensione e stava per essere esonerato, ma Ranieri tendeva a calmare lo spogliatoio e sdrammatizzare la situazione dicendo che ci sono cose più importanti nella vita e che noi avremmo dovuto continuare il nostro percorso. Mi colpì questa sua personalità, c’è grande attinenza vedendo la storia del Leicester dove ci sono tanti elementi che fino a qualche anno fa non avrebbero pensato di arrivare a grandi livelli”.

La Premier League conquistata dai foxes è dunque merito del mister italiano. ” Ranieri ha toccato le corde giuste per creare un ambiente stupendo e ottenere un risultato incredibile. Le risorse finanziarie del Leicester sono inferiori a quelle dei top club inglesi, il mister ha fatto un vero capolavoro. Queste sono le belle storie del mondo del calcio, dove a volte non incide solo il fattore economico ma prevale quello tecnico ma soprattutto umano. Le motivazioni, poi, hanno inciso tantissimo”.

Come l’ha trovato cambiato in questi anni? “Non ho contatti con lui da tempo, sono valutazioni che posso fare dall’esterno. Si vede che è un personaggio di grande serenità e molto carismatico, mi stupisce quando va a stravolgere la nostra filosofia. Ha detto che i suoi calciatori sono ‘un po’ pazzi’, aspetto che in genere è contraria alla disciplina alla quale siamo abituati. Invece lui è riuscito a dare equilibrio al gruppo, convergendo tutto verso un unico obiettivo e fare qualcosa di magico”.

Secondo Lei potrebbe fare al caso di qualche club italiano? Non dimentichiamo che è stato sempre un po’ bistrattato, qui così come all’estero. “C’è sempre spazio per un allenatore come lui, dispiace che per vincere sia dovuto andare all’estero. Gli addetti ai lavori vanno valutati solo per i risultati sul campo, lui spesso ha fatto benissimo. Fino a vincere il campionato inglese”.