ESCLUSIVA TMW - Baiano: "Leicester miracolo di Ranieri, non si vince per caso"

“Quattro anni insieme a Firenze non si dimenticano”. Così Francesco Baiano, ex attaccante della Viola, ha parlato a Tuttomercatoweb.com in merito a Claudio Ranieri, protagonista della cavalcata del Leicester conclusa con la vittoria della Premier League da parte dei foxes. L’ex punta ha poi proseguito: “Ranieri ha fatto un vero e proprio miracolo, quando ci sono questi successi è perché tutte le componenti fanno il proprio dovere e sono al proprio posto. Club, tifoseria e squadra hanno reso al massimo. Ranieri ha ereditato una squadra che l’anno scorso s’è salvata all’ultima giornata, ha iniziato a giocare con lo stesso modulo per poi cambiarlo dopo due partite. Ha messo i calciatori al posto giusto, dove potevano rendere al massimo. La stagione strepitosa è sotto gli occhi di tutti, non si vince per caso. Tutti credevano che la squadra non fosse attrezzata, ma almeno cinque elementi possono giocare in un top team. Pensiamo a Vardy, Mahrez, Kantè, Schmeichel e Drinkwater. Ma anche gli altri hanno fatto benissimo, come Morgan e Huth che hanno fatto la differenza. Guardiamo principalmente l’attacco, Ulloa compreso, ma nel momento cruciale sono stati i due difensori a risolvere la situazione”.

Adesso, però, sarà difficile confermarsi. “Nel calcio è sempre difficile confermarsi, non si è più una sorpresa. Tutti adesso sanno che il Leicester è una grande squadra, contano le motivazioni. Un gruppo non abituato a vincere, dopo una sbornia del genere, può fare fatica a restare in alto. Quest’anno tutti i calciatori hanno dato il 200% e sarebbe un problema se i ragazzi, in futuro, dovessero offrire soltanto il 70-80% della propria qualità”.

Dicevamo che Lei ha trascorso quattro anni a Firenze con Ranieri, ricorda un aneddoto particolare? “Ebbi un battibecco con lui, ma alla fine aveva ragione il mister. Ranieri mi considerava tanto. Poi rimediai un serio infortunio al ginocchio, rientrai dopo sette mesi e l’anno dopo non giocavo. Andai da lui e chiesi spiegazioni, rispose che non ero tornato quello prima dell’infortunio. Io non ci credevo e lui allora disse ‘va bene, prendiamo una cassetta prima dell’infortunio e confrontiamola con una attuale’. Alla fine aveva ragione, avevo bisogno di lavorare ulteriormente per tornare quello di prima. Piano piano, poi, tornai a giocare”.