© foto di Giacomo Morini

Davy Propper ha vissuto una vita ad Arnhem ed è esploso dopo pochi mesi lontano dalla sua città fino a finire, ora che è tra i trascinatori del PSV Eindhoven capolista in Eredivisie, con forza nel mirino del Napoli. Pochi mesi dopo aver salutato la sua città, che per ventiquattro anni lo ha cresciuto, cullato, dalla quale pure calcisticamente non si è mai staccato. Dai dodici anni in poi, Propper milita nel vivaio del Vitesse Arnhem, a diciannove debutta in prima squadra. Con Henk de Jong gioca da dieci puro, dietro le due punte. Dove predilige però il servizio finale alla rifinitura in rete, l’assist al gol. Lo score con cui saluta la squadra della sua città, della sua cita, è di 30 gare con 5 reti e 4 assist. Poi il PSV, con Philippe Cocu che lo trasforma in interno di centrocampo di corsa, grinta. Per 4,5 milioni di euro lo trasforma nell’erede di Wijnaldum e lo fa diventare uno capace di segnare, ieri, il decimo gol nella Eredivisie stagionale. L’ultimo, appunto, contro il Vitesse. Una rete al passato, con una parabola mancina da urlo, da sogno. L’ennesima gemma, che ha conquistato tutti. Napoli compreso.