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La teoria del contro-complotto è probabilmente quella più giusta. Perché così gestito, centellinato, utilizzato da uomo dell’ultimo minuto, Francesco Totti risulta sempre decisivo. Sempre e come sempre. In due partite ha portato la bellezza di quattro punti alla Roma, il pari contro l’Atalanta e la vittoria contro il Torino. Tutte all’ultimo respiro ma nell’unico modo in cui Totti è ora, alla soglia dell’anta, capace. Con la classe, con l’esperienza. Perché nei novanta minuti servono anche fisicità, resistenza. “Il problema è quando la palla ce l’hanno gli altri”, ha detto nelle scorse settimane Spalletti. Ecco. Questo è il secondo manifesto della Roma. Dove il tecnico toscano ha capito dove e come Totti può incidere ancora al meglio. Negli ultimi minuti, alla Altafini. E se a microfoni accesi la gestione non è stata delle migliori, se la società dal canto suo non ha capito che il discorso Totti a Roma trascende dalla normalità e dalla consuetudine, sul campo ha ragione Spalletti. In una gestione da applausi, nonostante i mugugni.