© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Si arriva ad un punto nella vita in cui bisogna prendere una decisione drastica per evitare di peggiorare e magari compromettere quanto di buono fatto fino ad oggi. E’ il caso del Milan che per trent’anni ha dominato in Italia e in Europa ma da 4-5 anni è una società in grande difficoltà. Problemi non solo sul campo, perché per il terzo anno di fila la squadra non giocherà in Champions League, ma c’è un grosso punto interrogativo sulla gestione societaria. I debiti del Milan continuano ad aumentare, il rosso in bilancio diventa sempre più allarmante e i ricavi stanno lentamente diminuendo. Un quadro abbastanza pessimistico ma piuttosto realistico di quello che sta vivendo il Milan sulla propria pelle.

E’ inevitabile pensare, a questo punto, di vendere quote societarie quando alle porte di Arcore bussano possibili investitori disposti a comprare. Il problema principale di tutta questa storia risiede nella posizione del patron rossonero, combattutissimo nel cedere la maggioranza del Milan. Ma pochi investitori sarebbero disposti a mettere capitali importanti in questa avventura senza avere la facoltà di decidere. Per questo sarebbe molto meglio la vendita di quote di maggioranza e l’ingresso di forze fresche nel club.

Il presidente Berlusconi dopo tanti anni di investimenti si è fermato e non riesce più a dare linfa al club come aveva fatto per tanti anni. Ora è il momento giusto per vendere, perché più gli anni passano e più il Milan perderà appeal, i ricavi continueranno a diminuire e senza campagne acquisti importanti la squadra non tornerà mai a vincere. Il presidente ha preso coscienza della situazione e riflette sul possibile passaggio di quote, le prossime settimane saranno davvero decisive.