Quasi un’ora di conferenza, per la maggior parte dedicata all’analisi della districatissima matassa che è il rapporto tra Spalletti e Totti. Perché l’addio del capitano giallorosso alla città eterna fa inevitabilmente rumore e nella Capitale non si parla d’altro, a maggior ragione dopo lo scontro frontale avuto domenica, in seguito al gol risolutore contro l’Atalanta.

Abbiamo avuto modo di vedere uno Spalletti decisamente più accorto, meno aggressivo nei confronti del capitano e tendente al conciliante, pur rimanendo fedele al dogma “viene prima la squadra”. L’impressione, è che il tecnico toscano sia pronto ad alzare la bandiera bianca di cui si è armato: non per una resa, tutt’altro, quanto piuttosto per una tregua temporanea che possa far arrivare i due a fine stagione sfruttando le rispettive qualità fino all’ultima goccia fino alla 38esima giornata. Poi, sarà inevitabile la separazione.

Perché Spalletti ha tutte le intenzioni di andare dritto per la sua strada, forte di risultati che sono totalmente dalla sua parte e di una dirigenza che è altrettanto schierata. I tifosi, malinconicamente, dovranno accettarlo: la Roma continuerà, anche senza Totti, ma non sarà mai più la stessa.