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Lo storico procuratore di Francesco Totti, Franco Zavaglia, ha parlato ai microfoni di Radio TMW. “Diciamo che Francesco è stato, e lo è tuttora, un giocatore che entra, fa cinque minuti e risolve le partite… ha nell’anima, nella testa e nel corpo la possibilità di disputare non dico due stagioni, ma almeno un’altra”.

Sul rapporto con la Roma.
“Totti ha sacrificato la sua carriera per questo, ma pare che questo non valga nulla. Ha rifiutato soldi e pure trofei, Real Madrid e Barcellona lo hanno inseguito, poteva fare la storia di queste società. Non c’è nessuna riconoscenza per quello che ha fatto”.

Sull’assegno in bianco.
“Sono storie… è vero che il Real Madrid mandò degli emissari a Roma, io ci ho parlato ma Totti era deciso e determinato a giocare solo ed esclusivamente alla Roma. Oggi qualcuno potrebbe pure ricordarselo”.

Sulla nuova proprietà.
“Da quando questa dirigenza è entrata nella Roma le prime persone a fare i bagagli dovevano essere Daniele Pradé, Bruno Conti e Francesco Totti. Gli ultimi due hanno scritto la storia, se oggi qualcuno si ricordasse sia a livello economico che a livello di prestigio… beh, questa polemica non ci sarebbe. Se poi qualcuno vuole fargli pagare qualcosa però non mi si venga a dire che se rimane a Roma nello spogliatoio potrebbero accadere delle cose”.

Su Stellone.
“È stato un mio giocatore, un uomo abbastanza in gamba e un allenatore emergente. Dovrebbe fare ancora due anni di esperienza, in una società che punta a una media classifica, ha tutte le qualità per farlo, ma dipende sempre dai dirigenti che vogliono investire su un allenatore che ha fatto solo bene. Piazza ideale? Firenze o Sassuolo, oppure Lazio, non dico il Bologna”.