© foto di Federico De Luca

“Tacopina è un presidente che lascia lavorare”. Parla così Giorgio Perinetti, intervistato da TMW Radio, ha fatto il punto sulla sua esperienza a Venezia. “Lui segue tutto ma consente alle persone di esprimersi. Dà coinvolgimento e voglia di partecipare, siamo tutti più motivati. Dovremmo essere così, sappiamo che i presidenti hanno molto piacere di mettere bocca anche se non dovrebbero mai prevaricare”.

Su Zamparini.
“È appassionato, per la sua squadra farebbe qualsiasi cosa. Probabilmente quest’anno si è fatto prendere la mano. Lo fa con una passione enorme, con la voglia di dare una sterzata all’ambiente, ma così non si riesce a dare continuità a lavoro. Lui è l’apice di questo modo di gestire il rapporto con la squadra e con gli allenatori, della voglia di intromettersi. Oggi finiscono un po’ i ruoli”.

Sul futuro del Palermo.
“C’è stato questo contatto, Tacopina si è messo a disposizione. A me dice che non è una possibilità remota. Me lo auguro, perché Zamparini ha ammesso di volere cedere. Trovare persone affidabili e serie, con interesse nel calcio italiano, c’è speranza che possano soccorrere il nostro sistema”.

Sul futuro dei lagunari.
“In mente c’è già qualche nome, intanto aspettiamo la matematica, speriamo arrivi domenica. Vorremmo far risultato per poi pensare alla valutazione tecnica più attenta, lui vuole vincere il campionato. Con gli opportuni innesti e con entusiasmo mi auguro di lottare per posizioni di vertice”.

Su Conte.
“Lo vedo bene dappertutto, è bravo, può fare bene in qualsiasi tipo di campionato. Ora è maturato, cresciuto, grazie all’esperienza in Nazionale ha potuto vedere tanto calcio internazionale. Farà bene anche all’Europeo, sbaglia chi pensa che sarà distratto dal Chelsea. Questo infortunio di Marchisio e le condizioni non brillanti di Verratti privano la nazionale di due centrocampisti fortissimi e limita molto”.

Su Spalletti e Totti.
“Lui ha ragione come allenatore, ritiene di dovere fare delle scelte per mettere in campo la miglior formazione possibile. Totti ha ragione perché ha sempre difeso la maglia della Roma, senza farsi tentare da guadagni più cospicui. In tutto questo ci perde il calcio”.

Trapani.
“Questa è una vicenda meravigliosa, si spiega con la lungimiranza di un presidente come Morace. È una bellissima favola a cui auguro un lieto fine. Faggiano ha stupito anche me, che l’ho avviato in questa professione a livelli alti, così come Cosmi con tutto l’entusiasmo che sa trasmettere”.