© foto di Federico De Luca

Ospite sulle frequenze di TMW Radio, il direttore sportivo del Livorno Franco Ceravolo ha analizzato il momento del club labronico: “Siamo convinti che l’organico non sia da retrocessione, crediamo ancora alla salvezza, è un obbligo perché i ragazzi hanno le potenzialità giuste. Ci sta girando un po’ storta, però mancano otto partite e stiamo cercando di raggiungere l’obiettivo”.

Come si spiega questa posizione in classifica, non in linea con le premesse?
“La classifica è deficitaria e quindi c’è qualche carenza, è evidente, però la squadra ha giocatori importanti. Non si doveva trovare in queste condizioni, però nel calcio contano gli episodi e alcuni ci sono andati male. Poi con una classifica del genere non è facile risalire, perché anche le altre lottano e quindi bisogna faticare”.

Troppi cambi di allenatore?
“In realtà i cambi non sono stati tantissimi, si è trattato di tre allenatori perché comunque Panucci era già qui. Gli esoneri sono determinati dai risultati: tante società anche di A cambiano quando le cose non vanno bene, perché si pensa di dare una svolta e si cambia il tecnico, anche se magari non è quello il problema. Però sappiamo che certe decisioni si prendono per cercare di cambiare faccia, non sai mai cosa può succedere. Siamo convinti delle potenzialità della squadra”.

Panucci lamentava le troppe espulsioni del campionato di Seri B
“Beh, guardando il calcio inglese viene da pensare che forse nel nostro calcio si sia più severi. Non so quale sia il modo giusto, però le decisioni vengono prese da esseri umani: come può sbagliare un calciatore, così può sbagliare un arbitro. Sicuramente ci sono stati degli episodi sfavorevoli, magari sono stati sfortunati però riconosco la buona fede degli arbitri e quindi guardiamo avanti”.

Novità sul fronte della possibile cessione societaria?
“Preferisco non parlarne, abbiamo tante cose per la testa e la società è impegnata nel raggiungere l’obiettivo della salvezza. Spinelli ha già detto diverse volte che non vuole vendere, l’ho detto anch’io, non è questo il momento di pensare a queste voci”.

Avete già pronto un piano per il rilancio del Livorno nella prossima stagione?
“Siamo professionisti, quindi siamo preparati a qualsiasi cosa accada. Non ci faremo trovare spiazzati, siamo pronti a fare le cose quando lo richiederà il tempo, al momento siamo concentrati tutti sullo sforzo da fare. Ci proveremo, sperando di arrivarci”.

Qualche rimpianto per quanto riguarda il mercato di gennaio?
“No, quando arrivi alla fine del mercato con una rosa di 26/27 giocatori non bisogna fare chissà che, avevamo un organico già numeroso. Non potevamo pensare che ci saremmo trovati in una situazione del genere”.

Amauri?
“C’erano tutti i presupposti, però avevamo Vantaggiato nello stesso ruolo e abbiamo ritenuto opportuno continuare così. I calciatori devono essere convinti. senza convinzione è inutile andare a cercare giocatori che si debbano adattare a un campionato complesso come quello cadetto”.