© foto di Federico De Luca

Ex portiere di Milan e Napoli, oggi ds della Lucchese, Giovanni Galli è intervenuto sulle frequenze di TMW Radio per analizzare le stagioni di rossoneri e azzurri, oltre a quella della Fiorentina. Si parte, tema d’attualità di questi giorni, dalla squalifica per quattro giornate comminata nei confronti di Gonzalo Higuain: “Giuste o non giuste, si deve applicare sempre il regolamento. Quello deve essere il faro: se c’è un codice deve valere per tutti, per cui se all’interno del regolamento quello che ha fatto Higuain merita 4 giornate, è giusto dargli 4 giornate. Non so, essendovi il discorso del doppio cartellino giallo, se di per sé quello valga una giornata; poi sul discorso della reazione, dello spintone a Irrati, la reiterazione della reazione scomposta bisogna vedere. Se c’è scritto così, bisogna accettarlo, se c’è una mano pesante è giusto far capire che la mano. Se uno va a 180 in autostrada ti levano la patente. Se sia giusto o meno non lo posso dire io”.

Con la sconfitta di Udine il Napoli deve dire addio al discorso Scudetto?
“Più che dal Napoli dipende dalla Juventus: quando rincorri hai un solo dovere, quello di non perdere mai. E sperare che quella davanti si fermi: se la Juventus desse uno spiraglio, in quel momento il Napoli non dovrà fallire. Ma qui sembra che la Juve possa vincerle tutte: io credo che non vi siano crepe nel suo cammino. Tutto dipende da loro”.

Come giudica la stagione del Milan?
“C’è una domanda di riserva? È stata una stagione difficile, molto altalenante: il Milan fino a poco fa sembrava pronto allo sprint finale per la Champions. Poi due pareggi l’hanno riportato nella confusione più totale. Io penso che serva un progetto: credo che la volontà di italianizzare il Milan sia già un buon proposito. Adesso bisogna fare il passo successivo. Io voglio ricordare che Berlusconi prese il Milan dalle macerie, iniziò a comprare Galli, Donadoni, Massaro, Galderisi, Bonetti, poi arrivarono altri giocatori e costruì quella squadra, che con l’aggiunta di 2/3 fuoriclasse ha vinto tutto. Questo è un progetto. Se si pensa che il progetto parta dal terzo posto in Europa e non lo si raggiunge, il castello crolla ancora prima di finirlo. Stagione negativa, il Milan ha perso due/tre stagioni finora”.

E sul campionato della Fiorentina?
“Aveva abituato tutti troppo bene fino a un certo punto, poi ha avuto qualche battuta a vuoto. Io credo che la partita col Tottenham e poi le due partite con Napoli e Roma abbiano dato una botta tremenda a quelle che potevano essere le aspirazioni e all’autostima di questa squadra. Ha perso certezze, ha smesso di divertirsi e iniziato a preoccuparsi. Prima si divertiva, poi ha iniziato a preoccuparsi perché ha smarrito le certezze. Forse era troppo bella all’inizio e troppo brutta adesso”.

La partita migliore è stata forse proprio quella col Napoli.
“È stato uno spot per il calcio italiano, la Fiorentina ha giocato molto bene e il Napoli ha recuperato il risultato nel secondo tempo. Si sono date battaglia su tutti i piani, però poi ci sono state le gare col Tottenham e la Roma che hanno destabilizzato le certezze della squadra”.