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Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, il capitano della Virtus Entella, Gennaro Volpe
ha analizzato l’ultimo pareggio in campionato contro la Ternana, per poi soffermarsi su altri temi relativi alla stagione del sodalizio di Chiavari: “Diciamo che la partita si era messa sui binari giusti per noi: abbiamo trovato il doppio vantaggio nonostante la Ternana stesse facendo una buona partita. Poi loro hanno avuto una buona reazione, noi cinque minuti di blackout e abbiamo rischiato anche di perderla. Peccato per il rigore, è stata un’occasione importante per poterla vincere, direi che Mazzoni è stato bravissimo”.

La stagione volge al termine, come la giudichi finora?
“Il primo obiettivo l’abbiamo raggiunto, che era quello della salvezza, adesso a otto giornate dalla fine siamo a un solo punto dalla zona playoff e vogliamo giocarci tutte le nostre carte. Noi tutti speriamo di poter chiudere questo campionato realizzando un sogno, che è quello di un obiettivo a dir poco straordinario per una società come l’Entella”.

Adesso c’è il Lanciano da affrontare.
“Tutte le partite sono complicate, i numeri dicono che sarà una partita difficilissima su un campo in cui è difficile fare punto. Il Lanciano è una squadra rognosa, di categoria, che metterà in campo la massima determinazione per poter raggiungere il risultato”.

A livello personale, sei uno dei pilastri della squadra. Che differenza c’è tra Prina e Aglietti?
“Io sono orgoglioso di aver fatto questo percorso, iniziando dalla C2, ho sposato questo progetto e facendo i conti posso dire di aver fatto la scelta giusta. Sicuramente Prina è stato un grandissimo motivatore, alla soglia dei 30 anni mi ha dato stimoli per fare qualcosa di importante. Aglietti invece è un pragmatico, ha dato un ordine tattico a una squadra costruita nella maniera giusta dalla dirigenza, purtroppo l’anno scorso è subentrato in una situazione difficile e sappiamo tutti com’è finita. Quest’anno la società ha allestito una squadra forte, perché giocatori come Caputo, Di Carmine, Cutolo e via dicendo sono importanti per la categoria. L’obiettivo era quello di una salvezza tranquilla, nelle nostre corde e vi siamo riusciti”.

Quanto pesa la piazza di Chiavari?
“Il fattore ambientale aiuta tantissimo, la stessa società è una realtà importante, anche con un bacino d’utenza tutto sommato piccolo”.

Fra i tanti giocatori messi in mostra spicca Cheick Keita.
“Ha fatto un salto importantissimo, dalla Primavera alla prima squadra è un passaggio difficile. Direi che io e i giocatori più esperti abbiamo messo i giovani nella condizione di poter rendere al meglio. Lui ha grandissima personalità e grandissima tecnica, è migliorato molto nella fase difensiva e penso che abbia le carte in regola per diventare un giocatore di alto livello. Direi che chi lo prende fa un ottimo affare”.

A livello personale che stagione stai vivendo?
“Io ho vissuto un’annata particolare: nei quattro anni sono stato un attore principale, quest’anno ho avuto un ruolo più marginale. La società mi ha chiesto di fare da chioccia e io ho sposato in pieno questo progetto, ho 35 anni e diciamo che ho avuto un ruolo importante soprattutto nello spogliatoio quest’anno”.