© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Le ultime due parole, “ad oggi”, raccontano che tutto è sempre fluido e certamente labile nella situazione del calcio italiano. Figuriamoci quando si discerne di allenatori e di panchine. Prima le certezze: Allegri resta alla Juventus, Mancini all’Inter, Sarri al Napoli, a meno di cataclismi post-Totti pure Spalletti alla Roma. Chi balla e traballa è Sousa a Firenze: i Della Valle professano certezze, la verità è che il portoghese è più lontano che vicino dai viola. Stellone, poi Giampaolo e Pioli (che però è il primo nome per l’Udinese per il dopo De Canio), i nomi più caldi. Occhio a Sousa, poi: perché è tra i sogni del Milan, pure con la nuova proprietà cinese, oltre che di tanti club stranieri come Porto, Zenit e Valencia. Brocchi sembra già al capolinea, ennesimo nome-giovane al passo d’addio dai rossoneri. Di Francesco ha rinnovato col Sassuolo, Mihajlovic più che Prandelli è il nome per la Lazio con Simone Inzaghi che pare destinato a tornare in Primavera o a salutare in estate. Le altre: Gasperini saluterà il Genoa e Juric è il primo nome per la successione. Gasp piace a tante (al Torino se Ventura va in Nazionale, all’Atalanta che segue anche Mister Libidine e Maran che però dovrebbe restare al Chievo). L’Empoli, se Giampaolo salutasse, punterebbe probabilmente su De Zerbi, ora al Foggia. Al Palermo il rebus non si scioglierà fino all’ufficialità del prossimo allenatore, Montella resterà alla Sampdoria mentre Coppitelli è il dopo Stellone designato (c’è anche il Toro sul tecnico del Frosinone) e Castori resterà al Carpi, comunque vada. In un valzer di panchine sempre in pieno svolgimento…