Roma, Spalletti: "Potevamo perdere 5-2, sprecata una grande chance"

Luciano Spalletti, tecnico della Roma, parla ai microfoni di Sky Sport dopo la gara pareggiata per 3-3 contro l’Atalanta: “Non riusciamo a stare attaccati al centimetro, ci sembriamo a volte troppo belli invece di diventare cattivissimi nella situazione migliore, si dà possibilità di gestire due palloni e si prende tre gol. Zukanovic? Direi di non colpevolizzare, c’erano anche altre situazioni, le responsabilità non sono mai di un calciatore solo, l’allenatore fa scelte e se queste risultano sbagliate è colpa delle scelte dell’allenatore”.
Cosa sta succedendo a Dzeko?
“Non sta succedendo niente, è un giocatore che ha queste qualità, è un grande calciatore, è un po’ troppo sensibile ai discorsi e ai dualismi che si vogliono fare, possono giocare tutti e due come hanno fatto oggi, ma è chiaro che deve fare qualcosa di più”.
Totti ha salvato la partita.
“Non ha salvato niente, la partita l’ha salvata la squadra, se dava tre palloni giusti col Bologna facevamo tre gol. Oggi ha calciato bene, ha fatto un gran gol, ci ha dato una chance importante di pareggiare, fa parte della squadra, è una cosa che deve fare come fa tutta la squadra. Oggi abbiamo buttato via una possibilità assurda, sono cose che possono accadere, ma se lo devono meritare gli altri. Invece oggi è evidente che siamo calati noi, non siamo stati bravi a sfruttare l’occasione avuta oggi. Io se devo dire qualcosa, lo dico negli spogliatoi, dico quello che è evidente guardando la partita. Una partita iniziata bene si è poi trasformata in quello che è stato, bastava continuare a fare le cose in maniera corretta. Abbiamo abbassato il nostro livello e questo vuol dire che non siamo così cattivi”.
Come cambiano le prospettive in chiave secondo, terzo e quarto posto?
“Noi dobbiamo pensare a noi, se si fanno queste interpretazioni diventa tutto più difficile. Oggi potevamo perdere la partita cinque a due, se avessero fatto il quarto gol non ci sarebbe stato nulla da dire Dobbiamo pensare a noi stessi prima di pensare alla classifica e ai numeri”.