© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Il Napoli si avvicina al match con l’Atalanta, ma si parla pochissimo della sfida alla squadra di Edy Reja e quasi esclusivamente del futuro di Maurizio Sarri. Eppure le prossime tre partite diranno molto sul futuro del club partenopeo, considerando l’importanza di poter programmare con la sicurezza di aggiungere al fatturato almeno 40-45mln di euro garantiti da premi Uefa e market pool della fase a gironi di Champions, evitando un preliminare sempre complicatissimo tra l’altro nell’anno degli Europei. Lo stesso piazzamento finale sarà fondamentale per il tecnico per avere maggiore forza a livello contrattuale.

Sulla situazione c’è poco da aggiungere rispetto ad un mese fa o a gennaio. Il tecnico è legato da un contratto per altri quattro anni, che scatta di anno in anno unilateralmente da parte della società, ma che già per quest’anno prevede sostanzialmente il raddoppio dell’attuale ingaggio da 800mila euro. De Laurentiis nell’ultima conferenza stampa ha dato per scontato la permanenza, con tanto di ironia indirizzata verso chi continua a sostenere di problemi tra le parti. Il tecnico, tra l’altro, ha già dato indicazioni precise anche su date e miglioramenti sul ritiro estivo, ma è chiaro che ci sarà un confronto tra le parti a stagione conclusa.

Dopo una stagione del genere, che ha portato la squadra al di là di ogni aspettativa a duellare con la Juventus e, in ogni caso, in uno dei posti Champions, non è un mistero che Sarri vorrà liberarsi dal contratto sottoscritto. Via dunque le clausole, per non sentirsi eternamente sotto esame, e richiesta di un’ulteriore gratificazione economica, magari intorno ai 2-2,5mln: in questi termini De Laurentiis non avrà problemi a soddisfare il suo entourage. Del resto, il presidente del Napoli non s’è mai tirato indietro per premiare il lavoro dei propri allenatori: ne ha cambiati pochissimi e pur di trattenere Mazzarri o Benitez, per avere continuità tecnica, si spinse fino a proposte da 5mln a stagione.