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Tre indizi per costruire una prova inconfutabile. Tre sconfitte nelle ultime cinque gare in trasferta per sancire che questo Napoli non è pronto per la conquista dello Scudetto. Dopo i ko di Torino contro la Juve e quello di Udine, la squadra di Sarri alza definitivamente bandiera bianca nella corsa al Tricolore allo stadio Meazza contro l’Inter. Vincono i padroni di casa, che impongono il loro marchio di fabbrica sulla sfida fin dai primi minuti e si portano a tre punti da una Roma domani impegnata nella difficile trasferta di Bergamo contro l’Atalanta.
Jovetic da un lato, Strinic dall’altro. Queste le sorprese di formazione più rilevanti di una sfida che pronti via prende subito una piega ben precisa. Dopo quattro minuti, Medel lancia Icardi che parte in leggera posizione di fuorigioco e tutto solo davanti a Reina ha tutto il tempo per addomesticare la sfera e battere il portiere spagnolo. Il Napoli, in men che non si dica, è subito sotto. Sarri dalla panchina inizia a predicare calma e il gioco non tarda ad arrivare. E’ soprattutto sulla fascia di Insigne che gli azzurri provano a macinare gioco, ma il numero 24 non pare particolarmente ispirato. Giocate prevedibili che non permettono a Gabbiadini di fare la differenza e impongono soluzioni alternative. Al 23′ Hamsik scalda per la prima volta i guantoni di Handanovic con una velenosa conclusione dal limite dell’area, sette minuti dopo lo stesso portiere sloveno vola sotto la traversa per opporsi a un siluro dalla distanza di Allan. L’Inter incassa ma non va mai veramente in affanno, mostra i muscoli rimediando tre cartellini gialli e nel finale cambia marcia per trovare il gol del raddoppio. Le occasioni fallite da Jovetic e Perisic anticipano il 2-0. In contropiede, Icardi libera Brozovic che tutto solo davanti a Reina non sbaglia e permette ai nerazzurri di tornare negli spogliatoi col doppio vantaggio.
Con gli schemi ormai saltati, nella ripresa c’è più spazio per le giocate individuali e le occasioni. Sarri dopo qualche minuto richiama in panchina Strinic e Insigne per far spazio a Ghoulam e Mertens, ma è Callejon con un diagonale al volo a sfiorare il palo alla destra di Handanovic. La partita s’accende e l’Inter non sta a guardare: Murillo con un colpo di testa sfiora il tris, poi Jovetic chiama Koulibaly al salvataggio sulla linea dopo un errore banale di Reina che in area aveva consegnato la palla al montenegrino.
Gli spazio si dilatano, Mancini invece di indietreggiare inserisce Biabiany al posto di Kondogbia e la sua Inter risponde come deve, amministrando il doppio vantaggio e ripartendo quando ne ha la possibilità.
Gli ospiti mantengono il controllo della sfera, ma nel quarto d’ora finale succede poco o nulla. Il Napoli, senza successo, prova a riaprire la partita. L’Inter gestisce e dopo i tre punti di Frosinone conquista un’altra vittoria utile per continuare a coltivare il sogno Champions. Adesso i punti di distacco tra le due squadre sono nove, in mezzo c’è la Roma che oscilla tra la speranza secondo posto e la consapevolezza di non potersi permettere ulteriori frenate dopo il pareggio casalingo contro il Bologna: l’Inter è agguerrita.