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Era il 24 gennaio e il Palermo navigava in acque cattive ma non così profonde da destare ampie preoccupazioni: la zona rossa era distante sei punti e l’andirivieni di tecnici era sì iniziato, ma non raggiunto il livello critico attuale, col secondo ritorno di Ballardini dopo il primo traumatico addio. Arrivò un successo importante, in goleada, davanti al pubblico amico del Barbera, contro l’Udinese, altra contendente per i posti salvezza.

Precisamente tre mesi dopo, è arrivato il secondo successo nell’intero girone di ritorno: una vittoria assolutamente fondamentale, nella gara di non ritorno contro il Frosinone. Anche un pari, nella tana dei ciociari, sarebbe potuta essere fatale. E’ arrivato un successo di importanza capitale, griffato Gilardino. Il bomber biellese ha messo la sua firma in una stagione non semplice, in cui è finito spesso in panchina e anche nel mirino della critica presidenziale: la rivincita rosanero è anche sua, la vittoria dopo tre mesi dà una boccata d’ossigeno alla classifica, che non è però ancora tale da rendere tranquilli. Ma la ripartenza dà già un segnale alla piazza e alla squadra, che si è dimostrata viva e ansiosa di lottare.