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Una conferenza stampa particolarmente lunga, quella di cui è stato protagonista ieri pomeriggio Luciano Spalletti. Quasi un’ora per spiegare tutte le sfaccettature del caso Totti, dopo le voci sul contatto fisico sfiorato fra i due nel ventre dell’Atleti Azzurri d’Italia. Una specifica dovuta, visto il peso storico del capitano. Ma il succo del discorso, anzi dei discorsi, è sempre lo stesso. Viene prima la squadra, viene prima la Roma. La situazione di Totti è solo un plus, uno dei tanti argomenti all’ordine del giorno riguardante il mondo giallorosso. Questo lo Spalletti-pensiero emerso ieri nella sala stampa di Trigoria. Niente di nuovo all’orizzonte, verrebbe da dire, visto che anche ai tempi del primo alterco tra i due era apparsa subito chiara la linea di pensiero del tecnico di Certaldo. Che però, incalzato dai colleghi, ha spiegato, ripetuto e ri-ripeturo il concetto di cui prima. “Bene o male, l’importante è che se ne parli”. Lo scriveva Oscar Wilde, ma a ben guardare anche Spalletti la pensa come l’illuminato scrittore irlandese. Perché nonostante Totti rappresenti solo una delle diecimila componenti romaniste, Luciano Spalletti ne ha parlato. Eccome se ne ha parlato…