© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Perdere un giocatore per infortunio è sempre un dolore, per una squadra e i suoi tifosi. Perderne uno come Claudio Marchisio per una rottura del legamento crociato – e per almeno cinque mesi – lo è ancora di più. Sia per la Juve, sia per la Nazionale: il malandato ginocchio del Principino ha rovinato la (quasi) festa alla Juventus e preoccupato l’Italia azzurra in vista di Euro 2016. Dopo il vantaggio di Khedira al 10′, ieri contro un disastroso Palermo, il popolo bianconero si è raggelato vedendo (e rivedendo) il crac del crociato anteriore sinistro e la relativa uscita in barella al 15′ del suo legittimo proprietario: Marchisio, dolorante e con le mani sul volto per coprire il male e la paura. Né il raddoppio di Pogba, al 26′ della ripresa, né le due reti successive di Cuadrado (al 29′) e Padoin (al 44′) sono state in grado di ridare pienamente il sorriso a una Juve in versione rullo compressore, brava a schiacciare i rosanero e a spianarsi la strada verso il prossimo titolo. Gli accertamenti medici successivi hanno poi confermato il sospetto e spento ogni speranza in una clamorosa retromarcia, come avvenuto del marzo del 2015. Quando, a parte invertite, dalla Nazionale si temeva per il futuro in Champions del numero 8 bianconero, minato dall’infausta – quanto superficiale – diagnosi del dottor Castellacci (ridimensionata da “rottura del crociato” a semplice botta, in poche ore). E la festa del +9 sul Napoli è sfumata anche in sala stampa, nel post partita: “E’ stata una giornata positiva per il risultato, negativa per l’infortunio di Marchisio. Nei prossimi giorni il giocatore verrà operato e resterà fuori molto tempo” ha detto Allegri. “Rischi del mestiere – ha poi commentato a freddo Marchisio dai social, aggiungendo – ho forza e tanta voglia di tornare bene e il prima possibile. Intanto dentro di me la gioia è grandissima per questa vittoria”. Ora ai bianconeri non resta che tenere la concentrazione e mantenere la rotta: se il Napoli dovesse perdere qualche altro punto per strada (con Bologna e Carpi), due vittorie, contro la Lazio in casa e la Fiorentina fuori, potrebbero già regalare alla Juventus la certezza di uno storico quinto scudetto consecutivo. Da dedicare ai suoi tifosi e al suo Principino.