© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il protagonista di questa cavalcata della Juventus è certamente Gianluigi Buffon. Il portierone bianconero ha parlato ai microfoni di Sky Sport: “Comunque sia, festa sarà e di conseguenza la cosa bella e quello che ci gratifica ed essere arrivati a quasi vincere uno scudetto in maniera incredibile e, come il primo, è quello più bello. Sei passato attraverso un milione di avversità, le hai superate e adesso ci prendiamo quello che ci siamo meritati”.

Le vittorie alimentano la fame? Perchè molti dicevano che i vecchi dopo le vittorie potevano essere appagati.
“Può darsi sia anche un’analisi giusta. Sono uomo, penso, di calcio e so benissimo come agisce la testa degli sportivi. Probabilmente gli schiaffoni che abbiamo preso ci hanno fatto bene perchè ci hanno destato dal sonno e ci hanno fatto da stimolo per compiere questa impresa”.

Farai anche gli Europei del 2020?
“No. Nella vita ho pianificato poche cose, ma questa è certissima. A più di 40 anni non ci voglio arrivare, ma spero di arrivarci come sto adesso e questo sarebbe il più grande traguardo”.

Più reattivo quest’anno. Hai fatto lavori specifici dopo l’ernia del disco?
“Sì, nel senso che lavoro quotidianamente. Il lavoro paga. Come sono professionista ora o negli ultimi quattro, cinque anni non lo ero 10 anni fa, ma se non avessi capito di fare questo cambiamento, non sarei riuscito a fare queste prestazioni”.

Ti dà ancora più forza avere squadre come Milan e Inter?
“In questo momento il fatto che ci sia meno competitività sia dovuto a dei problemi economici del nostro movimento. Perchè squadre come il Bayern o Barcellona o Real credo che, ugualmente vincendo per distacco in campionato, facevano bene anche in Champions. Questo lo abbiamo fatto anche noi, ma, al di là delle concorrenti italiane, noi dobbiamo guardare il nostro e migliorarci e credo che in questi ultimi anni abbiamo bruciato molte tappe per guadagnarci il rispetto dell’Europa calcistica”.

L’abbraccio con Bernardeschi?
“Bernardeschi è un ragazzo della città e gli voglio tanto bene e se lo merita. E’ un grande calciatore, ma soprattutto è un grande professionista che si sacrifica per la squadra”.