© foto di Stefano Porta/PhotoViews

Ospite nella sede de Il Giorno in occasione del 60esimo anniversario del quotidiano, il vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti ha parlato della vicenda Totte e delle sue prospettive future, come riporta FcInterNews: “Io ho un grandissimo rapporto con Totti, ci siamo affrontati per tanti anni e c’è ammirazione e rispetto. Parliamo di un grande campione che ha fatto la storia della Roma, è un simbolo. Ieri per nostra sfortuna ha fatto vincere la Roma, è uno di quei giocatori in grado di decidere una partita in qualsiasi momento. Mi auguro che la storia con la sua squadra del cuore finisca al meglio, io ci sono passato e la mia società è stata esemplare con me come lo è tutt’ora, visto che il legame continua. Sei mesi prima della fine del campionato ho deciso di smettere e ne ho parlato con la società, insieme abbiamo preparato un percorso per finire al meglio. Credo che in questo momento, al di là dell’allenatore di turno, l’unica cosa che conta è la società, è più importante di giocatori e allenatori. Per questo mi auguro che Francesco finisca al meglio la sua carriera e ci sia buon senso affinché questa bellissima storia finisca come si deve”.

Perché le bandiere vengono messe in discussione?
“Quando ho parlato con Moratti e Thohir avevo preso la decisione e mi sono preparato a finire la carriera. Era un momento di passaggio di proprietà. Moratti mi conosceva da 20 anni, Thohir mi iniziava a conoscere. Mi auguro che entrambi siano contenti di me, ho iniziato una nuova vita, mi sono messo a studiare e non è semplice dopo 23 anni da calciatore fare un altro ruolo. Essere vicepresidente è molto importante, porto nel cuore questi colori e cerco di rendermi disponibile e di trasmettere cosa significa l’Inter per me. Credo che questo sia stato apprezzato da Thohir, considerando anche il rinnovo del contratto che sarà a tempo indeterminato. Un’altra testimonianza di fiducia nei miei confronti. Spero di poter contribuire ancora alla continuità di questo legame. Ormai ho tre bambini italiani, io sono interista dal primo giorno in cui sono stato alla Pinetina e l’Inter è nel mio cuore, per questo tengo molto a rendermi utile per tutto. Il mio è un ruolo ampio, non solo legato alla parte sportiva. Tutti pensano che dopo 23 anni tu possa fare solo quello. Ma mi sono messo a studiare per fare anche altro, porto il nome dell’Inter nel mondo e all’estero trovo tanti tifosi. In certi momenti ti rendi conto di cosa rappresenti e cosa hai fatto. Persone come Maldini, Del Piero, Totti, come sarà per Buffon meritano un posto nel loro club. Nulla di dovuto, comunque. Qualcuno pensa che noi siamo persone ingombranti, in realtà è il contrario. Non vogliamo rubare il posto a nessuno ma contribuire alla crescita della società. spero che accada anche a Francesco dopo 23 anni di Roma, merita un finale felice. Quando ho iniziato a fare il calciatore la cosa a cui tenevo di più era rispettare le persone e ricevere rispetto anche dagli avversari, non solo dai tuoi tifosi. Per me è un grandissimo valore, è la vittoria più bella che ti possa capitare al di là dei trofei”.