© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

In principio fu Moratti. In principio fu il Presidente storico dell’Inter a cercare un’apertura verso la Cina intavolando una trattativa che mai ebbe gli esiti sperati nonostante comunicati in pompa magna che annunciavano l’apertura dell’Inter verso Oriente con il tentativo di allargare i confini del marchio aprendo a nuovi investitori. Non se ne fece nulla a causa della burocrazia cinese che bloccò sul nascere un’operazione che avrebbe potuto scrivere in maniera diversa la storia recente di un’Inter che continua ad essere lontana anni luce dai traguardi che corrisponderebbero al proprio blasone. Ora un nuovo tentativo, la trattativa con il gruppo Suning che da un lato rappresenta un colosso economico di proporzioni mondiali, e dall’altro anche il segnale che una svolta definitiva potrebbe essere messa in atto con lo schieramento di una vera e propria multiproprietà che andrebbe a collocare i nerazzurri ai vertici di un’ipotetica graduatoria dei club più abbienti del panorama continentale e non solo.
Voci confortate da conferme, che parlano di una trattativa in corso e di una dimostrazione di interesse tangibile da parte del gruppo che controlla uno dei club che ha sconvolto il recente mercato invernale (lo Jiangsu) con offerte da capogiro ed ingaggi mozzafiato per i calciatori inseriti nei propri obiettivi di mercato.
Un sogno ad occhi aperti che potrebbe riportare la realtà milanese ad un passato nel quale puntare al massimo sotto ogni punto di vista era la benedetta normalità. Uno scenario che forse varrebbe ancora di più di una qualificazione a qualsivoglia trofeo continentale. In casa nerazzurra, almeno la speranza è tornata a farsi viva.