© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Nel corso della sua intervista InterChannel, Eder parla ancora del suo trasferimento in nerazzurro, concretizzatosi con sei mesi di ritardo: “Ad agosto ero vicino, ma non si è concretizzato nulla. A gennaio c’erano tante voci, anche qualcuna dall’Inghilterra. Quando ho saputo dell’interesse dell’Inter non ho avuto il minimo dubbio. Ad un certo punto temevo sarebbe saltato anche questa volta il trasferimento. Vivere il mercato da protagonista non è facile perché ti prosciuga mentalmente per la sua lunghezza e per la componente legata alla concentrazione. Arrivando dentro questo club ti rendi conto di come la percezione che ne si ha dall’esterno sia più piccola della realtà, perché qui c’è un ambiente fantastico. Con il mister mi trovo bene, è un allenatore che tiene tutti sulla corda, tutti dobbiamo stare bene ed essere sempre pronti perché lui dà opportunità a tutti. Per lui parla la carriera, quello che ha fatto e quello che ha vinto. Mi trovo bene con tutti, è normale avere un rapporto migliore con i brasiliani, ma con tutti mi trovo a mio agio. Mi hanno trattato sin da subito al meglio, mi hanno accolto in questa che è una grandissima famiglia. Ad esempio io sono in camera con Nagatomo e lui sin da subito mi ha fatto sentire a mio agio durante i ritiri. Nonostante i legami, comunque parlo sempre italiano in campo. Alla Samp ho giocato ovunque in attacco – prosegue l’attaccante spostandosi su argomenti più tattici -, quindi penso che devo solo adattare e capire i movimenti, ma posso essere in grado di fare tutti i ruoli, sono sempre a disposizione del mister. A livello tattico ho imparato da tutti gli allenatori perché ognuno applica un metodo diverso. Negli ultimi anni ho dovuto affrontare tanti difensori ottimi, ma il più difficile da superare è stato Thiago Silva”.