© foto di Daniele Buffa/Image Sport

La remontada è un termine che, in Spagna, spesso può essere inflazionato. Tante, tantissime le imprese annunciate e non portate a termine. Non è il caso del Real Madrid. Una squadra che, spesso, grazie ad un giocatore come Cristiano Ronaldo, riesce ad arrivare dove gli altri non possono. La tripletta messa a segno ieri dall’asso portoghese ha regalato al Bernabeu una serata da sogno. Un 3-0 che, in un colpo solo, ha permesso a Zidane di ribaltare lo 0-2 dell’andata, di raggiungere le semifinali di Champions League, e alla squadra di candidarsi prepotentemente alla conquista finale della coppa. Oltre che permettere al di raggiungere le migliori quattro d’Europa per il sesto anno di seguito. Protagonista, come detto, Cristiano Ronaldo, che in 2 minuti (16′ e 17′) ha infranto i sogni di gloria della squadra tedesca (al 77′ il terzo gol): una tripletta che fa salire lo score dell’attaccante a 16 gol in Champions League (in 10 partite). Una sentenza, in poche parole. Magari Piqué, difensore del Barcellona, avrà avuto di meglio da fare, ma se si fosse casualmente trovato davanti alla tv a vedere Real Madrid-Wolfsburg, potrebbe avere avuto la tentazione di cambiare idea su Cristiano Ronaldo, smettendola di definirlo il migliore tra gli umani e inserendolo nella categoria alieni. Insieme a Messi.