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Non c’è Higuain, ma il Napoli non si snatura e liquida senza affanni la pratica Verona. La squadra di Sarri volta decisamente pagina dopo il brutto ko di Udine ed una settimana di polemiche, trasformando la rabbia in energia positiva. Gli azzurri hanno sin dai primi minuti quella spinta in più per dominare il match, riuscendo poi a passare, nonostante due legni ed almeno due interventi prodigiosi di Gollini, con l’uomo più atteso, Manolo Gabbiadini. Del resto, pur non essendo Higuain, c’erano pochi dubbi sull’attaccante italiano più prolifico degli ultimi due anni (sette gol quest’anno nonostante un infortunio ed il poco spazio a disposizione, venti complessivi l’anno scorso tra Samp e Napoli da esterno).

La curiosità era enorme per il Napoli senza Higuain – in tribuna, accolto dagli applausi e dei cori dei 45mila del San Paolo – ma il campo ha riproposto la solita macchina da gol. Gabbiadini è andato in gol, colpito un palo a portiere battuto e trovato buone giocate, poi è stato il turno di Insigne dal dischetto dopo un altro palo e di Callejon nella ripresa, proprio quando s’è spostato da prima punta (dopo l’uscita di Gabbiadini, passato da eterna alternativa ad elemento da preservare). Nella prossima gara con l’Inter l’assenza di Higuain avrà un peso diverso, ma il Napoli sembra dipendere più che altro dal proprio gioco che l’ha portato a quota 92 gol complessivi in stagione, in scia del record dei 104 gol di Benitez, pur con meno partite giocate in Europa.

Il Napoli ha ripreso dunque il proprio cammino, riportandosi a -6 dalla Juventus, ma soprattutto – calendario alla mano – ad un prezioso +7 sulla Roma impegnata in serata col Bologna. Considerando il ruolino di marcia della capolista, che non ha paragoni neanche con quello delle altre big d’Europa che ogni tanto si concedono una pausa, l’obiettivo è blindare il secondo posto. Assicurarsi un’estate di programmazione con la certezza del ricavato della Champions, evitare di anticipare la preparazione nell’anno degli europei per un preliminare che è sempre un’incognita. Del resto, pure se ad inizio stagione anche i più ottimisti faticavano a vedere un Napoli ampiamente tra le prime tre, ora la terza piazza vanificherebbe un campionato dove gli azzurri stanno riscrivendo quasi tutti i record della storia del club.