© foto di Image Photo Agency

Nel febbraio scorso, Laurent Blanc metteva la firma su un remunerativo contratto per altre due stagioni al Paris Saint Germain. Il suo accordo precedente sarebbe scaduto il 30 giugno del 2018, ma il presidente dei capitolini pensava fosse un buon segnale quello di dargli ulteriormente credito, in vista soprattutto delle sfide in Champions. Prima contro il Chelsea, vinta, poi con gli “amici” del Manchester City. Diciamo che lo erano, almeno finché la squadra eliminata non era la sua.
Ci ha pensato Thiago Silva, poi, a dare il battesimo ulteriore a Blanc. “Parliamo, parliamo, ma poi ogni anno gli stessi errori”. Niente di più vero, soprattutto con una squadra che ha vinto un trofeo con troppe giornate d’anticipo, che gioca a tennis ogni domenica e vince con facilità irrisoria un torneo davvero semplice, dopo il disimpegno dei magnati russi del Monaco.
Non è una novità che José Mourinho e il presidente del PSG, Al Khelaifi, siano amici, da ben prima che lo stesso sceicco non diventasse il numero uno transalpino. Si poteva anche pensare, dopo l’esonero con il Chelsea, che ci fosse stato un contatto abbastanza pressante per portarlo, sin da subito, sotto la torre Eiffel. Il rinnovo con Blanc può avere spostato gli equilibri, tanto da convincere Mourinho ad accettare la corte – decisamente interessante, nonché interessata – del Manchester United. Quindi, sebbene Al Khelaifi voglia provare a portare Mourinho al PSG, con ogni probabilità si è mosso in colpevole ritardo.