© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Il rigore non concesso a tempo scaduto al Barcellona ha fatto e farà ancora molto discutere. Una svista pesantissima quella di Rizzoli, che avrebbe permesso ai ragazzi di Luis Enrique di usufruire di un rigore e, probabilmente, trascinare la partita si supplementari.
Un episodio importante, ma che non sminuisce l’impresa dell’Atletico Madrid, meritatamente qualificato alle semifinali di Champions League. Tra andata e ritorno, meglio i colchoneros che hanno perso al Camp Nou solo perché in dieci uomini per circa un’ora e ieri, al Vicente Calderon, hanno colpito i campioni d’Europa col cinismo della grande squadra.
E’ stata una doppietta di Antoine Griezmann a confermare la regola che la Champions non resta mai nella stessa bacheca per due stagioni consecutive. E’ stato, però, soprattutto il Cholo Diego Pablo Simeone a confermarsi come un autentico fenomeno della panchina. Il suo Atletico Madrid da ormai cinque anni lotta ad armi pari con Real Madrid e Barcellona senza i soldi e i giocatori delle due squadre più famose di Spagna. Il suo Atletico Madrid, anche quest’anno, sta riuscendo nell’impresa di valorizzare al 300% giocatori che altrove hanno un rendimento decisamente diverso.
I casi sono diversi e se agli ordini di Simeone il rendimento è molto, molto, più elevato non può essere un caso. Un esempio? Filipe Luis. Il brasiliano, comparsa nell’ultima stagione al Chelsea, ieri sera è stato tra i migliori in campo. Arcigno, attento e scattante proprio come nel suo precedente quadriennio all’Atletico. Decisivo anche il gol realizzato nella partita d’andata da Fernando Torres, altro giocatore che prima del ritorno a Madrid sembrava ormai finito.
Due casi significativi, i più palesi in questo preciso momento storico, ma non gli unici. Due giocatori rinati grazie a Simeone: il migliore allenatore in circolazione.