© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Rispetto alla scorsa stagione, decisamente calma in fatto di avvicendamenti in panchina (solo tre a campionato in corso), in questo torneo la Ligue 1 è stata molto più dura per gli allenatori: nove le squadre che hanno deciso di dare una scossa, per un totale di 10 avvicendamenti

L’andazzo era chiaro sin dall’inizio stagione, con l’addio di Marcelo Bielsa alla panchina del Marsiglia dopo solo una partita.

Due mesi dopo Hervé Renard è stato esonerato dal Lille e Jean-Marc Furlan ha dovuto gettare la spugna all’ESTAC Troyes dopo 17 partite e nessuna vittoria. Troyes che è l’unica squadra quest’anno a cambiare due panchine, con Claude Robin durato fino a febbraio e con appena una vittoria centrata.

Raccogliere l’eredità di Alain Casanova non era facile a Tolosa: Dominque Arribagé lo aveva rimpiazzato nel finale della scorsa stagione ma i cattivi risultati lo hanno portato alle dimissioni a febbraio. Con Pascal Dupraz la situazione è decisamente migliorata anche se la squadra è ancora penultima e vede la Ligue 2 molto vicina.

Oltre a Bielsa altre panchine eccellenti hanno pagato a caro prezzo la carenza di risultati: Hubert Fournier che l’anno prima aveva restituito il Lione fra le grandi di Francia ha pagato il grave infortunio di Fekir e il pessimo cammino in Europa. Con Bruno Genesio al timone la squadra ha recuperato terreno e al momento occupa la seconda posizione. Stesso discorso per Willy Sagnol a Bordeaux, fra le più belle realtà dello scorso torneo e scivolato nella mediocritàù attuale. L’arrivo di Ulrich Ramé ha migliorato leggermente la situazione.

Da segnalare, infine, la posizione di Rolland Courbis. Partito al timone del Montpellier, il tecnico ha rassegnato le dimissioni poco prima di Natale con la squadra nei bassifondi della classifica. Il Rennes, un mese dopo, gli ha affidato la panchina per sostituire Philippe Montanier.

Come l’anno scorso anche in questa stagione il Bastia ha operato un cambio: fuori Printant, dentro Ciccolini.