© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

Se è vero, come spesso è vero, che il vino migliora invecchiando, è altrettanto realistico pensare che chiunque baratterebbe un’eterna giovinezza con la carta d’identità che avanza. Però, siccome ai miracoli non siamo ancora arrivati, prendiamo quel che di buono e bello racconta questo mondo. Storie di ragazzi eterni, sul rettangolo di gioco. Perché la notte di Francesco Totti è anche quella dei ragazzi degli anni ’70. Gennaro Sardo, Massimo Maccarone e pure Sergio Pellissier. Due gol, contro il Frosinone, nel 5-1 finale. “Non credevamo di poter fare cinque gol”, dice la punta del Chievo, in esclusiva per Tuttomercatoweb.com.
Le statistiche dicono che non ne avevate mai fatti, cinque in una gara di A.
“Ci è girato tutto bene: il Frosinone era partito davvero forte, noi sbagliavamo un po’ tutto. Eravamo contratti ma abbiamo iniziato a giocare dopo il loro 1-0. L’espulsione di Ajeti c’era, e quella ci ha sbloccato, ci ha dato tranquillità ed abbiamo iniziato a giocare meglio”.
Via il dente: non sono certo mancate le polemiche arbitrali da parte dei ciociari.
“Loro l’hanno messa sul piano fisico, erano cattivi e decisi. Alcune entrate sono state anche brutte: poi è l’arbitro che decide, ma qualcosa andava fatto per bloccare quell’agonismo. Erano fisici e menavano anche quando non era necessario… Erano partiti benissimo, nei primi quindici minuti non ci abbiamo capito niente”.
Intanto lei è a quota 98 gol in A. L’obiettivo 100 è per questa stagione?
“E’ per sempre…”.
Niente scarpette al chiodo, dunque. Avanti a Verona?
“Dovessi riuscirsi in questa stagione meglio, ma ho ancora qualche anno, mi auguro di riuscirci presto. Prima ci arrivo e meglio è”.
Non ha risposto sul suo futuro.
“Vorrei continuare, è chiaro: finché sto bene, finché reggo l’impatto dei giovani, voglio giocare. Poi, quando mi accorgerò di non poter più competere, sarò il primo ad alzare la mano”.
Prima dicevamo: è stata la serata dei ragazzi degli anni ’70.
“E’ il bello del calcio: quando uno sa fare il proprio mestiere, sa farlo anche ad una certa età. Io, Maccarone, Sardo, Totti: siamo noi degli anni ’70, criticati perché avanti con l’età, ed è una bella sodddisfazione”.
Chiudiamo con un plauso a Maran, che può portare il Chievo Verona al record di punti?
“Quel che conta di più è il risultato. Quando arrivano gli allenatori sono per forza bravi ed il mister è bravissimo ad ottenre quello che a tutti serve. Quando la squadra fa bene, il tecnico lo fa altrettanto: è un’annata straordinaria per tutta la squadra”.