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Quattro anni fa moriva in campo Piemario Morosini, durante Pescara-Livorno. Per ricordarlo ci siamo affidati ad Angelo Gregucci, attuale tecnico dell’Alessandria che ebbe la possibilità di allenarlo a Vicenza per due stagioni. “Sembra banale dire che era un ragazzo straordinario, ma occorreva averlo conosciuto. Era una persona dai contenuti morali altissimi – dice a Tuttomercatoweb.com – anche per la sua storia un po’ complicata. Su chi lo ha conosciuto ha lasciato certamente solchi profondi. Credo che nessuno muoia mai in senso assoluto: una parte di quel ragazzo vive ancora dentro di me. Anzi, ogni tanto è un punto di riferimento umano e filosofico. Faccio un mestiere in cui devo insegnare: ecco quel ragazzo ha insegnato qualcosa a me”.

Il ricordo più bello qual è?
“Aver vissuto una parte di vita con lui. Il ricordo bello è averlo conosciuto. E a Vicenza sono buoni testimoni di ciò che lasciato. Si muore nel corpo, ma Piermario non è morto del tutto. C’è sempre qualcosa di vivo di lui, nelle coscienze delle persone che ha incontrato”.