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Con l’arrivo di Edin Dzeko la Roma la scorsa estate pensava di aver risolto in maniera definitiva il problema del centravanti. Per anni in casa giallorossa s’è creduto che l’assenza di un forte numero nove, nel senso più classico del termine, avesse limitato fortemente la fase realizzativa. E che Totti in molti casi più che una risorsa fosse stato un peso per il tridente offensivo. Una tesi seccamente smentita in questa stagione. Dzeko è sbarcato nella Capitale tra il clamore e l’entusiasmo generale ma le aspettative hanno di gran lunga superato il rendimento del bosniaco.
Chi si aspettava una incisività simile a quella avuta da Higuain alle falde del Vesuvio è stato deluso. Alla Roma il centravanti bosniaco non solo non ha avuto lo stesso impatto realizzativo, ma ha anche fatto fatica a imporsi da titolare. Spalletti, tornato nella Capitale a gennaio, ha trovato la quadratura offensiva col falso nove, col tridente composto da Salah, Perotti ed El Shaarawy.
Dzeko non è mai stato escluso dal tecnico di Certaldo, ma raramente ha preso parte alle gare più importanti dall’inizio. Un buon gregario, non un perno dell’undici titolare. Un ruolo da comprimario che non giustifica l’investimento effettuato la scorsa estate.
Ecco perché la Roma sta valutando la cessione di Dzeko nella prossima finestra di calciomercato. Una notizia che ieri ha trovato conferme anche in Bosnia e che si tramuterà ben presto in trattative concrete. L’ex Manchester City ha appeal in Premier League e soprattutto in Bundesliga. Il ricordo lasciato in terra teutonica vista l’ottima avventura con la casacca del Wolfsburg è ottimo. Il problema, casomai, è capire se la Roma riuscirà a rientrare della cifra spesa ad agosto: Dzeko vale ancora 15 milioni di euro?