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Mg Torino 25/11/2015 – Champions League / Juventus-Manchester City nella foto: Manuel Pellegrini
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High class contro parvenù del pallone. Nobiltà contro nuovi ricchi. Vincenti contro perdenti, entrambi di lusso. Quella fra Manchester City e Real Madrid è una semifinale da scontro di civiltà, da cambio di vita.

I 100 milioni di sterline per Gareth Bale – Prima che il Real Madrid arrivasse al cartellino dell’ala gallese, report volevano che il Manchester City offrisse 100 milioni di sterline. Fino a un certo punto era in pole position, ora potrebbe tornarci. Bale rischia di finire nella lista dei cedibili per un rinnovamento Real.

Il bambino placcato prima di raggiungere Bale – Lo scorso luglio, a Melbourne, si è giocata un’amichevole fra City e Real Madrid. A un tratto invasione di campo di un ragazzino, con la security che decide di fermarlo – con le cattive – a pochi metri dal suo idolo.

Le parole al veleno di Manuel Pellegrini – Si è tolto ben più di un sassolino dalla scarpa, il tecnico cileno, lo scorso gennaio. Perché ha deciso di criticare il Real Madrid sulla scelta dell’ultimo allenatore con un “almeno io ho finito la stagione”. Chiara invettiva dietro a Rafa Benitez, ma d’altro canto il sudamericano era arrivato al termine con qualche difficoltà: i 96 punti raccontavano di un’annata straordinaria, a sole tre lunghezze dal Barça campione.

Isco tolto dal mercato da Zidane – Appena insediato sulla panchina dei Galacticos, Zinedine decise di non concedere il trasferimento a Isco: il trequartista avrebbe continuato con la maglia blanca, ma finora non ha avuto un gran minutaggio. Solo novanta minuti finora in Champions, da gennaio, e qualche apparizione (una sola rete) nella Liga.

Aguero colchonero – È stato un simbolo dell’Atletico Madrid e, nell’unica volta in cui ha incontrato il Real dopo la sua esperienza in rojiblanco, ha già segnato una rete, in Champions, agli avversari cittadini. Nelle sue apparizioni nella Liga, in dieci occasioni, solamente due reti. Sembrava però destinato al Real Madrid, prima di finire al Manchester City: anche in questo è cuore colchonero.

Gli otto spagnoli del Manchester City – Sono solo Jesus Navas e David Silva gli iberici degli inglesi, ma ben altri sei hanno giocato nella Liga. Tutti da avversari del Real Madrid, tra Aguero e Yaya Touré, Caballero o Zabaleta, Otamendi e Demichelis.

Il modo per salvare la cappa di Zidane – Dopo il due a zero contro il Wolfsburg, dell’andata, il Real Madrid sembrava a un passo dall’esonerare, almeno per la prossima stagione, Zinedine Zidane. Essendo un simbolo del madridismo ci penseranno due volte, anche se dovesse perdere tutte le partite da qui alla fine.

Voglia di rivincita – Negli ultimi incroci fra City e Real Madrid, in Champions League e nella fase ai gironi, i lightblues di Manchester non riuscirono a non fare la figura dell’agnello sacrificale: arrivarono terzi dietro proprio ai Galacticos e al Borussia Dortmund di Klopp.

Buttare via una stagione – Sia per Pellegrini che per Zidane sembrava un incarico a interim, una scelta ponderata da parte delle dirigenze per avere, l’anno successivo, una superstar in panchina. Guardiola da una parte, un ipotetico mister x (dopo che il Real era scivolato a dieci lunghezze dal Real) dall’altra. Ora si possono giocare l’accesso a una finale di Champions League.

Galacticos contro vicini chiassosi – Lo stile è differente, anche nel modo di vincere. Il Real Madrid deve vincere divertendo, il City è più rustico e ruspante, con la decisa voglia di alzare al cielo trofei. Basti pensare alla prima Premier con Mancini per capire che il tecnico jesino sarebbe stato esonerato. O forse avrebbe dato le dimissioni.