© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Shakhtar Donetsk e Siviglia, pronte a darsi battaglia per una manifestazione che conoscono così bene. Ben tre edizione nelle ultime sei sono state alzate da queste due formazioni, squadre ben abituate alle pressioni della manifestazione e all’atmosfera internazionale. Vediamo dieci motivi per cui la sfida tra andalusi e ucraini potrebbe essere memorabile:

La costante ricerca di gloria ucraina – Nove fasi finale di fila per la squadra di Lucescu, più spesso in Champions che in Europa League, manifestazione che ha vinto nella stagione 2008-09. Una presenza fissa insomma a livello europeo, mai paghi di successi internazionali e alla costante ricerca del prossimo guizzo.

Gli andalusi sognano un irripetibile tris – Dopo i successi nelle primavere 2014 e 2015, gli andalusi sognano uno storico tris, con la Dea Bendata dalla propria parte: i rigori, che già li avevano premiati nella finale del 2014, hanno sorriso ancora a Gameiro e compagni. Ora l’appuntamento con la storia.

La sfida Emery-Lucescu – Due tecnici estremamente diversi ma entrambi sulla cresta dell’onda: l’iberico si appresta a vivere l’ennesima estate come uno degli allenatori più corteggiati del globo, mentre il rumeno è da tempo un tutt’uno col progetto ucraiano, che ha contribuito a creare e di cui è un cardine insostituibile.

L’occasione di vedere Kovalenko all’opera – Già in grandissima evidenza durante il quarto di finale, il centrocampista classe 1996 ucraino avrà l’occasione di mettersi ancora in evidenza durante la semifinale contro i detentori del trofeo.

La provocazione di Monchi – “Vogliamo una finale tutta spagnola”. Con questa chiara provocazione, il direttore sportivo degli andalusi ha mandato un chiaro messaggio al prossimo avversario, considerato dunque solo un ostacolo per la storia: il Siviglia vuole una finale tutta spagnola, da vincere per mandare in bacheca la quinta Europa League/Coppa UEFA.

La definitiva consacrazione di Taison – La cessione di Alex Teixeira ha lanciato ancora di più le quotazioni del brasiliano, destinato a diventare il prossimo uomo mercato degli ucraini in vista dell’estate. La semifinale sarà una ottima occasione per ammirare le giocate di questo talento, così come per lui di mettersi in mostra.

La voglia ucraina di ripagare la fedeltà del tifo – Sempre lontani da casa, la bellissima Dombas Arena, a causa della nota situazione in Ucraina, i tifosi non hanno mai abbandonato la squadra nel “trasloco” a Leopoli. Una vittoria in Europa ripagherebbe la passione dei supporter, così legati alla propria squadra.

La possibile seconda finale di fila per Llorente – Dopo la delusione della sconfitta contro il Barcellona in finale di Champions League, il basco è pronto a riscattarsi: pur se non al centro delle idee di Emery, il biondo centravanti potrebbe risultare decisivo a gare in corso e “vendicare” così quanto accaduto dodici mesi fa nella finale della massima competizione continentale.

Il progetto Shakhtar, indipendente dai singoli – La cessione di Alex Teixeira non ha modificato le ambizioni del club e di un progetto sempre più indipendente dalle individualità: il brasiliano è volato in Cina, ma la squadra ha continuato a veleggiare verso la semifinale come se niente fosse.

L’ultima a Siviglia di Banega prima dell’Italia – La gara di ritorno al Sanchez Pizjuan potrebbe essere una delle ultime per l’argentino con la maglia degli andalusi, l’occasione giusta per fare un bel regalo agli attuali tifosi prima di volare in Italia e vestire il nerazzurro.