© foto di Federico Gaetano

Diciamoci la verità, perché questa è. Il rinnovo, Francesco Totti da Roma, se l’è guadagnato a furor di popolo prima e di campo poi. Perché anche al di là di quel che ha fatto in queste giornate, i tifosi giallorossi mica avevano dubbi. Il contratto di Totti era da rinnovare, a prescindere. La bandiera sventolerà ancora, James Pallotta si è convinto o, per dirla meglio ancora seppur mai lo ammetterà, ha capito che contro l’icona Totti nulla può fare se non accettare il corso degli eventi. La storia di Antonio Di Natale è diversa. Oggi ha comunicato il suo addio ai friulani non certo annunciando che smetterà col calcio giocato. Dodici anni splendidi, “degni di un film”, li ha giustamente dipinti lui. E come doveva essere, a fine stagione, a salvezza raggiunta, ha fatto chiarezza. Lo ha fatto in conferenza stampa, in uno scenario dipinto di bianconero. Per raccontare al meglio un addio che si è consumato in un’annata dove non esce trionfatore. Però il finale è paradossalmente meno amaro di come poteva essere quello di Totti, rinnovato a furor di popolo…