Il nuovo Bari a trazione malese ha visto la luce nella giornata di ieri quanto il neo proprietario del 50% del pacchetto azionario Datò Ahmad Noordin si è presentato alla stampa e ai tifosi in una lunga conferenza stampa in cui ha parlato dell’innamoramento per il calcio italiano e il club pugliese in particolare e spiegato i suoi piani per riportare in alto i galletti e dargli quella solidità economica che negli ultimi anni è spesso mancata. L’imprenditore malese che ha interessi che spaziano “dal petrolio e gas al real estate, agli investimenti minerari, oltre che ai sistemi di difesa, avendo tra le altre cose svolto un ruolo centrale per oltre vent’anni per FinMeccanica di Malesia”, come si legge in un comunicato diffuso prima della conferenza, sembra avere le idee chiare sul futuro: Serie A, centro sportivo per la crescita dei giovani – sia pugliesi che malesi – e ammodernamento del San Nicola.

Investimenti importanti che Noordin effettuerà grazie all’appoggio del governo malese, desideroso di sponsorizzare la Malesia all’estero, e dei fondi sovrani del Paese asiatico che dopo Inghilterra, India e Cina sperano di sbarcare in Italia per allargare il proprio giro d’affari. L’obiettivo è quello di permettere al Bari di camminare con le proprie gambe grazie alla crescita dei giovani e potersi inserire in maniera stabile – nell’arco dei prossimi cinque anni – nelle zone di testa della Serie A. “Voglio fare di Bari una piattaforma per dare ai giovani del posto e ai giovani malesi una possibilità di diventare professionisti nel calcio come Messi o Cristiano Ronaldo. Ho visto tanta passione qui e voglio canalizzarla verso il Bari per dare un futuro ai giovani e un giorno farli arrivare nei grandi club europei come magari il Manchester United”. Queste le parole di Noordin che rappresentano una sorta di manifesto programmatico del suo impegno nel Bari e per il Bari e che hanno acceso ulteriormente l’entusiasmo in una piazza fra le più calde d’Italia che sogna di tornare là dove, per storia, gli compete di stare.

Ora alle parole dovranno fare seguito i fatti. Entro fine maggio il primo step ovvero quando, come affermato dall’avvocato Grazia Iannarelli, dovrà essere completata l’acquisizione del 50% delle azioni. Fino ad allora nella piazza pugliese resterà un fondo di scetticismo sia per alcuni precedenti non incoraggianti sia perché nessuno dei presenti in conferenza ha voluto far luce sui costi dell’operazione o sul budget che sarà a disposizione del club una volta formalizzato l’ingresso del nuovo socio di maggioranza. Dubbi che tutti a Bari sperano possano essere spazzati via per poter scrivere un nuovo capitolo nella storia dei biancorossi.