como-logo-h170Il Como, è una società calcistica italiana con sede nella città di Como, in Lombardia.

CURIOSITA’

Il colore identificativo del Como è l’azzurro, tradizionalmente inserito sulla maglia a tinta unita, a cui si accompagna il bianco come colore secondario riservato ai dettagli; quest’ultima tinta, tuttavia, nei primi decenni di vita del club godeva di maggior spazio sulla casacca lariana, grazie al ricorso a template crociati, fasciati o palati.

Per quanto concerne le divise da trasferta, queste sono storicamente l’inverso di quelle casalinghe, ovvero bianche con dettagli azzurri, pur se ciclicamente si è derogato a ciò seguendo invece le mode cromatiche del momento.

Il simbolo della società è una croce bianca in campo rosso, stemma della città di Como, sormontata da un’onda azzurra; reca in alto la scritta “Como” in azzurro e in basso la scritta “1907“, anno di fondazione della squadra, sempre in azzurro. Nel primo campionato di Serie A, sul petto, i calciatori non recavano il simbolo societario, bensì lo stemma civico.

La vicenda del romanzo La dogana del vento di Folco Quilici (2011) ruota intorno ad un immaginario portiere del Como negli anni settanta, in Serie A.

Il giocatore, di nome Jorghii Vallodi, è figlio di un’italiana e di un militare cosacco.

STADIO

DSC_7529-001_stadioIl Como gioca le partite casalinghe nello stadio Giuseppe Sinigaglia di Como, inaugurato nel 1927.

TIFOSERIA

tifosiIl movimento ultras nacque a Como con la nascita del gruppo “Fossa Lariana”.

Dopo breve tempo dalla nascita, la Fossa fu affiancata dai Panthers. Tali due gruppi presero in mano le redini della curva, che successivamente passarono ai “Maestri Comacini”, dopo lo scioglimento della Fossa nel 1990

Successivamente salirono in auge gli “Ultras Como”, che ripudiarono il classico stile italiano che caratterizzava gli ultras lariani, caratterizzato da tamburi, striscioni e molto colore, preferendo lo stile inglese. Gli Ultras Como furono successivamente affiancati da una serie di fazioni di minor portata fin quando i gruppi presenti in Curva Azzurra non decisero di fondersi nei “Blue Fans Como” (BfC).

Con la caduta della squadra in Serie C, i BfC si sciolsero nel 2002, e ritornarono in curva un numero imprecisato di gruppi minori.

Spiccarono allora due gruppi, totalmente separati fra loro: i “Lariani” e l'”Estrema Fazione”, con chiara matrice ideologica destroide.

 

STORIA CALCISTICA

La squadra nasce nel 1907 con il nome di Como FootBall Club fondata da un comitato di soci riunito presso il bar Taroni (ora Nerochina), sito nella centrale via Cinque Giornate, prima sede della società lariana

Successivamente trasformata in società per azioni, la Calcio Como S.p.A. viene dichiarata fallita il 22 dicembre 2004. Ad essa subentra nel 2005 l’attuale Calcio Como S.r.l.

Promosso per la prima volta in Serie A nel 1949, il Como ha disputato 13 campionati nella massima divisione, raggiungendo il miglior piazzamento (6º posto) nella stagione del debutto (1949-1950). La sua ultima partecipazione alla Serie A è stata nel 2002-2003.

Le stagioni disputate in Serie B, invece, sono 34.

Dagli anni ’20, il Como organizzò sul campo anche manifestazioni proprie come la Coppa Gorio, in memoria del suo “ex” capitano deceduto in guerra e molte altre manifestazioni. L’anno seguente, l’Esperia, altra squadra comasca fondata nel 1919 vinse i campionati inferiori, portandosi alla pari del Como e militando anch’essa in Prima Categoria come i biancoazzurri.

Il 1927, successivamente, sarà l’anno in cui le due società del Como F.B.C. e dell’Esperia si fonderanno assumendo denominazione di Associazione Calcio Comense

Nella stagione 1927-1928, poi, venne inaugurato l’attuale impianto Giuseppe Sinigaglia con la disputa della Coppa “Alessandro Volta” vinta da una selezione austriaca per 3 a 1 sulla selezione lombarda; inoltre, nei due anni successivi, l’A.C. Comense (conquistò prima la Coppa Turati riservata alle formazioni lombarde, sconfiggendo il Brescia per 2-0

L’annata in Prima Divisione 1930-1931 resterà negli annali per l’Associazione Calcio Comense, in quanto con Lukas in panchina iniziò una marcia trionfale verso la promozione in Serie B in cui la squadra concluse imbattuta sia nella regular season che nella fase per gli spareggi-promozione in Serie B segnando 90 reti in 32 incontri ed incassandone solamente 24.

L’anno successivo, alla prima esperienza in Serie B i comaschi conquistarono una tranquilla salvezza concludendo al nono posto con il giovane Romano capocannoniere lariano.

Dopo la guerra, la squadra fu ammessa alla Serie B dove rimase per tre anni lottando quasi sempre per posizioni di vertice fino alla promozione in Serie A nel 1949 con Mario Varglien allenatore, e con Ercole Rabitti e Mario Stua trascinatori insieme al giovane esordiente Cardani.

La prima esperienza per il Como nella massima serie durò quattro anni dove nel suo primo anno di militanza in Serie A, è coronata dal sesto posto in ex aequo col Torino in cui giocò facendo qualche sporadica apparizione il cecoslovacco Chawko, peraltro già attivo in Italia con la maglia del Palermo, ma soprattutto giocando con una squadra “tutta Italia”. Nelle successive stagioni, suscitando simpatie in tutti i campi della penisola per la scelta di schierare solo giocatori italiani nella sua terza annata in Serie A, il Como si trovò anche per l’unica volta della sua storia ad essere capolista solitaria della Serie A quando il 23 settembre 1951, dopo la terza giornata del campionato 1951-1952, fu l’unica squadra rimasta a punteggio pieno, precedendo di una lunghezza Inter, Juventus, Milan e Napoli.

Dopo alcuni buoni campionati tra serie C e serie cadetta, dal 1970 in poi, i lariani stazionarono nelle posizioni di media classifica con Eugenio Bersellini in panchina insieme al giovane Vallongo superstar e una poco felice partecipazione al Torneo Anglo-italiano del 1973.

tardelliDalla stagione di Serie B 1973-1974 con l’avvento di Giuseppe Marchioro in panchina, la squadra azzurra tornò tra le grandi della cadetteria grazie alle parate del portiere Antonio Rigamonti e il lancio del giovane terzino Vito Callioni, poi, nel 1975, sempre sotto la guida tecnica di Marchioro e con l’apporto dell’astro nascente Marco Tardelli, giunse la seconda promozione in Serie A, dove però, nonostante gli sforzi di giocatori come Alessandro Scanziani e il portiere-rigorista Antonio Rigamonti, la squadra rimase solo per una stagione per poi retrocedere di nuovo in Serie B.

Vierchowod_Como_1980-81Scivolati in Serie C1 nel 1978, i lariani, nuovamente allenati da Pippo Marchioro affiancato dal d.s. Lamberti, ottennero subito due promozioni consecutive con Adriano Lombardi protagonista principale e restarono in Serie A per due stagioni (1980-1982) grazie ad una squadra profondamente rinnovata e ad alcuni giocatori destinati ad una grande carriera, tra i quali Pietro Vierchowod.

Il club azzurro ha partecipato alla Coppa Mitropa nel 1980-1981, non riuscendo a conquistare il trofeo solo per la differenza reti, e al Torneo di Capodanno del 1981 (unica edizione fino ad oggi), finendo eliminato al primo turno, ma ottenendo con Ezio Cavagnetto (2 gol) il primato ex aequo in classifica cannonieri. L’anno successivo in Serie A sarà segnato dalla retrocessione in Serie B con l’ultimo posto in classifica.

tarcisio_burgnich_messico_0462Nel 1984 il Como, allenato da Tarcisio Burgnich, tornò nuovamente nella massima serie, dove rimase per cinque campionati: fu questo il periodo di maggior successo del club, che il primo anno raggiunse una sofferta salvezza stabilendo il record, tuttora imbattuto, di sole due reti subite nelle partite in casa.

Nel 1986 il Como sfiorò la finale di Coppa Italia, dopo aver eliminato la Juventus negli ottavi e il Verona campione d’Italia nei quarti. Nella doppia semifinale contro la Sampdoria, dopo aver ottenuto un 1-1 a Genova, al Sinigaglia gli azzurri stavano conducendo per 2-1 nel corso dei tempi supplementari, quando un oggetto lanciato dagli spalti ferì l’arbitro Giancarlo Redini: la partita fu sospesa e la vittoria venne poi assegnata per 2-0 ai blucerchiati. Le ottime giocate di Dan Corneliusson e di Stefano Borgonovo portarono nel 1986 la squadra al nono posto in campionato, ripetuto anche l’anno successivo, ma con molti meno gol segnati, con una formazione che aveva il suo punto di forza nella difesa diretta dal roccioso Pasquale Bruno e che si dimostrò una delle migliori del campionato.

pasquale-bruno-como borgonovoLe due retrocessioni consecutive che portarono la squadra in C1 nel 1990 (nonostante la società avesse allestito per il 1989-1990 una rosa che sembrava poter puntare alla promozione in A) furono la causa di un decennio anonimo per il Como, che si trovò a galleggiare per quasi tutti gli anni novanta in Serie C1.

 

giochi preziosiDopo alcuni tentativi andati a vuoto, nel 2001 la società, passata nel frattempo in mano a Enrico Preziosi, ottenne la sospirata promozione in Serie B, che venne funestata da un drammatico episodio accaduto negli spogliatoi al termine della gara Como-Modena (1-0) del 19 novembre 2000 tra il capitano lariano Massimiliano Ferrigno e il giocatore modenese Francesco Bertolotti. Ferrigno colpì con un pugno il giocatore del Modena che cadde malamente a terra, ferendosi alla testa. Bertolotti restò a lungo in pericolo di vita e fu costretto al ritiro mentre Ferrigno venne squalificato per tre anni da qualsiasi campionato.

ferrigno-bertolotti_qkkswacl79j21wt13xyyaipt6L’anno successivo il Como, ottenne la promozione in Serie A con 74 punti (record per il campionato a venti squadre). Gran merito del doppio salto è da attribuirsi all’allenatore Loris Dominissini che guidò la squadra nei due campionati vincenti, ma che non riuscì a ripetersi l’anno successivo. L’avventura in Serie A durò, infatti, una sola stagione, nonostante l’acquisto di numerosi giocatori di categoria e di esperienza e l’arrivo a stagione in corso al posto di Dominissini dell’esperto tecnico Eugenio Fascetti.

fascettiLa crisi continuò l’anno dopo in Serie B con la cessione del club da parte del presidente Preziosi e una nuova retrocessione in Serie C1, seguita da un’ulteriore retrocessione in Serie C2 dopo aver perso i play-out con il Novara

Questa tripla retrocessione causò una profondissima crisi finanziaria, culminata il 22 dicembre 2004 con il fallimento,che obbligò la nuova società, il Calcio Como, a iscriversi, anziché alla Serie C2, alla Serie D. Per la prima volta dal 1938, i lariani si ritrovavano fuori dai campionati professionistici.

fallimentoPer rivedere il Como nel calcio che conta bisogna aspettare gli anni 2014-2015, infatti, dopo alcuni alti e bassi e un cambio d’allenatore (esonerato Giovanni Colella, subentrato Carlo Sabatini), gli azzurri chiudono la stagione regolare del girone A di Lega Pro in quarta piazza, qualificandosi ai play-off promozioneNei quarti di finale dei play-off il Como affronta e batte in trasferta il Benevento, seconda classificata nel girone C. In semifinale i lariani eliminano ai rigori il Matera, terzo classificato nel girone C, dmatti_da_lega_pro_finaleopo il doppio 1-1 della gara di andata e ritorno. In finale (7 e 14 giugno 2015) il Como affronta il Bassano Virtus (secondo classificato del girone A), che sconfigge all’andata per 2-0 in casa; il pareggio per 0-0 nella gara di ritorno disputata a Bassano del Grappa sancisce infine il ritorno in Serie B dei lariani, dopo oltre un decennio.

La stagione in serie cadetta in corso si rivela assai difficoltosa: il Como infatti è fanalino di coda con solamente 29 punti in 37 giornate.