CONOSCIAMO GLI AVVERSARI: IL CESENA

Il Cesena Calcio è la società calcistica italiana più blasonate della regione Emilia-Romagna, infatti può vantare ben 13 partecipazioni nella massima serie, nonché una alla coppa UEFA. Inoltre detiene attualmente il 37º miglior risultato storico nella classifica perpetua della Serie A.

CURIOSITA’

I colori sociali del Cesena sono il bianco e il nero. Nel corso nella storia del club le maglie sono state nella maggior parte dei casi bianche con colletto e bordini neri; tuttavia dall’annata 1992-93 il corvino spicca maggiormente sulle divise, diventando il colore prevalente delle decorazioni.

Il simbolo del Cesena è uno scudo sannitico antico decorato con sottili strisce bianconere e un cavalluccio marino nero posto al centro.

CesenastemmaIl primo inno del Cesena è Forza Cesena scritto da Primino Partisani e musicato da Vittorio Borghesi nel 1968 dopo la prima promozione nel campionato cadetto.

La mascotte del Cesena è un cavalluccio marino bianconero, il quale esordisce nel gennaio 2010.

borlotti

Curiosità “televisiva”: il presidente Borlotti, interpretato da Camillo Milli ne L’allenatore nel pallone (1984), era una parodia del numero uno cesenate del periodo, Edmeo Lugaresi;

troisi

Altra citazione la troviamo in Scusate il ritardo (1983) di Massimo Troisi, nel quale il suo Napoli perde alla fine del primo tempo proprio contro il club bianconero.

 

 

 

lugaresi gialappas

Per quanto riguarda ancora la televisione, nel corso degli anni 1990 divennero celebri le ironie nei confronti di Lugaresi da parte della Gialappa’s Band, facendone un vero e proprio “personaggio” mediatico.

 

STADIO

La squadra gioca le sue partite casalinghe all’Orogel Stadium-Dino Manuzzi, situato nell’area cosiddetta “La Fiorita”, nel quartiere Fiorenzuola (zona orientale di Cesena).

orogel stadium dino manuzzi2Si tratta dello stadio di calcio più grande e importante della Romagna. Inizialmente chiamato “La Fiorita”, nel 1982 viene intitolato a “Dino Manuzzi”, presidente della società dal 1964 al 1980. Successivamente, il 27 settembre 2014, il presidente del Cesena Giorgio Lugaresi, stipulò un contratto di sponsorizzazione con la Orogel, mutando il nome dell’impianto sportivo in Orogel Stadium – Dino Manuzzi.

Il 10 settembre 2011 è diventato il primo stadio in Italia ad ospitare una partita di serie A su un terreno in erba sintetica, e sempre nella stessa occasione è diventato anche il primo stadio in Europa ad ospitare due Real Box, strutture in plexiglas interamente chiuse posizionate appena fuori dal campo in corrispondenza delle bandierine del calcio d’angolo, in grado di ospitare ciascuna 8 spettatori che possono assistere alla partita da bordo campo.

TIFOSERIA

tifosi cesenaIl tifo organizzato bianconero nasce nel 1972, in seguito alla promozione in serie A del club, con “Forza Cesena”; nel 1973 nascono altri club che dal 1974 vengono coordinati dal “Centro Coordinamento Clubs Cesena”, mentre i gruppi ultras nascono in seguito alla qualificazione del Cesena in Coppa UEFA nel 1973-74 con gli “Ultras Cesena”.

Nel 1975 si ha la nascita delle “Brigate Bianconere”, le quali occupano inizialmente la parte superiore della curva Sud, tuttavia la abbandonano per divergenze con altri gruppi per poi tornarvi nel 1981 e cambiando nome in “WeisSchwarz Brigaden” abbreviato in “WSB” (“Brigate Bianconere” in tedesco in onore dell’austriaco Walter Schachner, primo giocatore straniero del Cesena).

Diversi sono i gruppi che sono attivi ancora oggi o sono stati attivi. I gruppi principali sono: WSB 1981, Sconvolts, Viking, Bellaria (ex Mad Men), Settore E, più altri gruppi (ultras e non) minori fra cui si possono citare ad esempio: Cesenatico, Menti Perdute, Santarcanzal, Ragazze Ultras, Tipi Tosti, Le Passere della Mare, Uds, Cal burdeli, Chimick San Carlo, Delirio Bianconero, Stone Bridge.

STORIA CALCISTICA

E’ nel 1921 che compare per la prima volta il calcio a Cesena grazie al pioniere Aldo Proli che, seguito da un gruppo di appassionati di calcio, dà vita alla prima società calcistica cesenate, l‘Unione Sportiva Renato Serra, intitolata ad un giovane poeta e patriota cesenate. Ma è solamente nel 1940 che avviene l’affiliazione della società alla FIGC, complici le tristi vicissitudini del conflitto mondiale e contestualmente viene effettuata anche l’iscrizione al campionato di Prima Divisione.

Dopo l’esperienza in Serie B nella stagione 1946-47, durante gli anni 1950 il Cesena scivola progressivamente nelle serie inferiori, fino a raggiungere i campionati regionali di Promozione che all’epoca rappresentavano il quinto livello del campionato italiano, il punto più basso dell’intera storia della società cesenate. Ciononostante è proprio in questi anni che tanti calciatori, tra cui Azeglio Vicini, sfruttano la visibilità della formazione bianconera per raggiungere successivamente palcoscenici più elevati.

viciniNel 1964, a ventiquattro anni dalla fondazione e con il Cesena solidamente stabilizzatosi in serie C, il conte Rognoni decide di passare la mano e di cedere la società ad una cordata di imprenditori orto-frutticoli, capitanata da Dino Manuzzi. Manuzzi assume la presidenza, e riesce in poco tempo a trasformare il Cesena in una società modello per le altre provinciali, e in un sodalizio vocato ad identificarsi fortemente con il territorio romagnolo.

Il 15 gennaio 1967 esordisce in prima squadra contro la Carrarese Giampiero Ceccarelli, un giovane difensore diciannovenne proveniente dalle giovanili bianconere, che successivamente diventerà un pilastro della squadra per diciannove stagioni professionistiche consecutive, disputando con la stessa maglia 520 partite in campionato, 69 in Coppa Italia e 2 in Coppa UEFA. Ceccarelli è stato per lungo tempo detentore del record italiano di “fedeltà” ad una società, e per questo viene considerato una vera e propria “bandiera” del calcio cesenate.

Nella stagione 1972-73 il Cesena, guidato da Gigi Radice, viene allestito con l’obbiettivo della promozione. Giungono infatti alcuni giocatori di notevole spessore come Claudio Mantovani, per alcune stagioni secondo portiere del Milan e reduce da due positive stagioni in serie B col Perugia, e Augusto Scala, centrocampista con trascorsi in Serie A. Tra i giocatori titolari anche Ariedo Braida, futuro direttore sportivo del Milan.

Fu l’anno della promozione infatti il Cesena raggiunge per la prima volta nella sua storia la massima serie, celebrando il successo il 10 giugno 1973 allo stadio “La Fiorita”con la vittoria sul Mantova per 2-1.

Ottenuto questo prestigioso risultato, Gigi Radice si lascia attrarre dalle lusinghe toscane della Fiorentina, così la prima stagione in Serie A della storia cesenate è affidata al tecnico Eugenio Bersellini. La promozione nella massima divisione rende necessario inoltre l’ampliamento dello stadio, che conserva la preesistente struttura in cemento eretta nel 1968, ma vede la costruzione per buona parte del perimetro di impalcature in legno sorrette da tubolari che ne triplicano la capienza. Grazie a questo, in questa prima stagione in Serie A, viene segnato il record di affluenza nella storia dell’impianto cesenate: il 10 febbraio 1974, in occasione dell’incontro col Milan (poi sconfitto per 1-0), “la Fiorita” registra un’affluenza ufficiale di 35.991 spettatori, un record ancora ineguagliato.

guerin sportivoAl debutto su una panchina in Serie A, Bersellini opera subito una profonda trasformazione nel modo di giocare dei bianconeri, contrassegnato da possesso palla e rapidi fraseggi a centrocampo. I risultati portano il Cesena a sfiorare l’accesso alla finale di Coppa Italia. L’ascesa nel calcio italiano di questa matricola non passa inosservata ai media nazionali, e dopo alcune partite in cui i bianconeri di Bersellini affrontano e bloccarono le formazioni più quotate del campionato, il giocatore Pietro Anastasi, sulle pagine de La Stampa, affermò di “non aver mai incontrato una provinciale così”, mentre il giornalista Italo Cucci, sulle colonne del Guerin Sportivo, lo definisce “il piccolo Brasile”, scatenando tra l’altro le ire dei tifosi del mantovani, che quel “riconoscimento” lo attribuiscono ad uso esclusivo dei biancorossi di Edmondo Fabbri.

Sotto la guida di Bersellini il Cesena ottiene due salvezze consecutive in Serie A.

Nella stagione 1975-76 i bianconeri migliorano ancora i risultati ottenuti nei precedenti campionati, raggiungendo il punto più alto della storia cesenate. Con il totale di 9 vittorie, 14 pareggi e 7 sconfitte, il Cesena raggiunge infatti il sesto posto in classifica e la qualificazione alla successiva Coppa UEFA.

uefaNella successiva stagione la società romagnola affronta dunque la prima sfida a livello europeo in una gara a turno doppio con i tedeschi orientali del Magdeburgo, in cui subiscono 3-0 all’andata in Germania, ma sfiorano la qualificazione con la vittoria per 3-1 al ritorno a “la Fiorita”.

Rispetto alle stagioni passate, in campionato presenta un cattivo rovescio della medaglia con la retrocessione in Serie B, che decreta l’inizio di un periodo difficile. Nel 1979 avviene poi la cessione della guida societaria da Manuzzi al nipote Edmeo Lugaresi.

Già alla prima stagione di presidenza, Lugaresi mostra una certa abilità nella gestione sportiva, e nella stagione 1980-81 centra il ritorno nella massima divisione con una squadra guidata dal giovane Osvaldo Bagnoli, ottenendo i record di 14 vittorie casalinghe e il maggior numero di spettatori in Serie B (28.602) in Cesena-Milan.

I bianconeri riescono nel successo nonostante la presenza nel campionato cadetto di Milan, Genoa (entrambe promosse con i romagnoli), Sampdoria e Lazio. Proprio su quest’ultima il Cesena riesce a prevalere nelle ultime partite stagionali, con la vittoria a Foggia per 3-1 e la vittoria casalinga sull’Atalanta all’ultima giornata per 2-0 di fronte a 20.000 tifosi.

Per la nuova avventura in Serie A, in seguito all’abbandono di Bagnoli, viene scelto l’allenatore Giovan Battista Fabbri. A metà stagione la squadra, non si allontana dalle ultime posizioni in classifica, e dopo il pareggio casalingo con il Como, Fabbri verrà sostituito da Renato Lucchi, che raggiunge la salvezza grazie ad un girone di ritorno con risultati importanti.

La permanenza in serie A viene turbata però il 29 maggio 1982 dalla scomparsa di Dino Manuzzi, a cui viene intitolato lo stadio.

rizzitelli

In questi anni le giovanili del Cesena ottengono la vittoria del Campionato Nazionale Primavera nelle stagioni 1981-82 e 1985-86, la prima delle quali ottenuta con in panchina Arrigo Sacchi. Nel vivaio bianconero si mettono in luce infatti alcuni giocatori come Sebastiano Rossi, Ruggiero Rizzitelli, Alessandro Bianchi e Massimo Agostini.

rossi

Durante la stagione di Serie A 1987-1988, il Cesena è involontario protagonista di un episodio che darà il via ad un processo di riforma riguardante la “responsabilità oggettiva” delle società di calcio rispetto ai propri tifosi. Al termine del primo tempo della partita Juventus-Cesena, il centrocampista cesenate Dario Sanguin, mentre rientra negli spogliatoi, rimane stordito infatti dallo scoppio di un petardo proveniente dalla curva juventina. Il giocatore del Cesena si accascia al suolo e, secondo i medici al seguito della formazione romagnola, non è più in grado di disputpetardoare il secondo tempo della partita, che si conclude con la vittoria dei torinesi per 2-1. In seguito al reclamo della società romagnola, il giudice sportivo infligge però alla Juventus la sconfitta a tavolino per 2-0, proprio per “responsabilità oggettiva”.

A fine stagione viene ristrutturato lo stadio Dino Manuzzi per la terza volta, e in questa occasione in maniera più radicale delle precedenti, con l’eliminazione della pista d’atletica e la ricostruzione completa della tribuna “distinti” e delle curve (“curva mare” e “curva ferrovia”), in sostituzione delle vecchie strutture. L’impianto diviene così uno dei primi stadi italiani ad essere costruito principalmente per il gioco del calcio, con le tribune a due piani disposte a ridosso del campo di gioco, sull’esempio del “Meazza” di Milano e del “Ferraris” di Genova.

Nella stagione 1989-90 il Cesena è guidato da Marcello Lippi, e riesce a centrare la salvezza. Il Cesena resta in serie A fino al termine della stagione 1990-91, poi saluta la massima serie per ben 20 anni, in cui il Cesena è protagonista di altalenanti prestazioni tra la B e la C1.

Nel 2004 conquista la Coppa Italia di serie C e il terzo posto in classifica, tramite il quale ottiene il diritto a disputare i play-off per la promozione.

rissaIn semifinale deve affrontare il Rimini, che elimina dopo aver pareggiato per 1-1 fuori casa e vinto per 2-0 al “Manuzzi”, e in finale il Lumezzane, con il quale nella gara di andata in casa pareggia per 1-1. Ma la gara di ritorno è funestata da un grave episodio: dopo il gol del momentaneo pareggio del Lumezzane, infatti, scoppia una rissa in campo, di cui si rendono protagonisti, tra gli altri, l’allenatore Fabrizio Castori, entrato in campo per colpire Pietro Strada dopo essere stato provocato dai giocatori lombardi che erano andati ad esultare davanti alla panchina romagnola. In seguito a questo episodio, Castori viene punito della corte disciplinare con una squalifica di tre anni, poi ridotti a due.

castori

Nella stagione 2007-08, dopo una serie di quattro sconfitte consecutive, Fabrizio Castori, viene sollevato dall’incarico che ha ricoperto per quattro anni consecutivi, per essere sostituito sostituito da Giovanni Vavassori.

Intanto il 21 dicembre 2007 Giorgio Lugaresi cede la maggioranza assoluta delle quote societarie a Igor Campedelli, giovane imprenditore edile locale, che ne diventa il nuovo presidente dopo 27 anni  di proprietà Lugaresi.

In campionato il Cesena continua ad avere un cammino stentato, e il 25 febbraio 2008, dopo una pesante sconfitta in casa con l’Albinoleffe per 0-3, Campedelli decide di richiamare in panchina Fabrizio Castori. Ciononostante la stagione si chiude con la retrocessione in Lega Pro.

All’inizio della stagione 2008-09, Castori lascia la società ed al suo posto arriva Pierpaolo Bisoli.

La stagione successiva n Serie B viene affrontata con l’obiettivo della salvezza. I risultati non tardano ad arrivare e già dopo le prime giornate i romagnoli si trovano incredibilmente  a lottare per i primi posti del campionato, e nel girone di ritorno il Cesena è in lizza per la promozione diretta insieme a Brescia e Sassuolo.

Proprio con gli emiliani, nell’ancesena-sassuolo neveticipo della 29ª giornata venerdì 5 marzo, il cavalluccio marino subisce un’importante sconfitta: quando mancano 14 minuti al termine della gara, con le squadre sul punteggio di 0-0, la partita viene sospesa per neve. Da regolamento la partita viene conclusa martedì 16 marzo, disputando solo i minuti restanti, e il Sassuolo riesce ad aggiudicarsi l’incontro con una rete di Donazzan nel primo minuto di gioco.

Il 30 maggio 2010, nell’ultima giornata di campionato a Piacenza, di fronte ad oltre seimila sostenitori bianconeri presenti nella cittadina emiliana, il Cesena supera i locali per 1-0, e grazie alla concomitante sconfitta del Brescia a Padova, scavalca i lombardi portandosi al secondo posto della classifica finale. I romagnoli completano così uno storico doppio salto con la promozione diretta in Serie A, ritornando per la quarta volta nella massima serie, e stabiliscono il record societario di due promozioni consecutive.

Il ritorno in Serie A si apre però con la triste notizia della scomparsa del presidente onorario Edmeo Lugaresi, morto il 26 settembre 2010, a 82 anni.

Nella stagione 2010-11 il Cesena disputa il suo undicesimo campionato di Serie A.

2000px-Stella_oro_Merito_Sportivo_CONI.svgIl 12 febbraio 2011 la società viene premiata dal CONI con la stella d’oro al merito sportivo in riconoscimento delle benemerenze acquisite dalla società bianconera in 70 anni di attività.

La stagione si conclude con la conquista della salvezza, grazie anche all’allenatore Massimo Ficcadenti e a giocatori che si sono messi in mostra come Marco Parolo, Emanuele Giaccherini e, nella prima parte di stagione, Yuto Nagatomo, che si trasferisce all’Inter durante la sessione di mercato di gennaio.

mutuPer la stagione 2011-12 i romagnoli mettono a segno come prima operazione di mercato l’acquisto di Adrian Mutu, mentre come guida dei bianconeri in panchina viene scelto Marco Giampaolo. L’esperienza dell’allenatore al Cesena tuttavia dura fino al 30 ottobre 2011 quando, dopo un inizio di campionato non positivo, viene esonerato dal presidente Campedelli in favore di Daniele Arrigoni.

I risultati non migliorano, e il 21 febbraio, dopo la pesante sconfitta interna con il Milan per 1-3, Arrigoni rassegna le dimissioni, e viene sostituito da Mario Beretta.

Con quest’ultimo in panchina il Cesena non vince nessuna partita, perdendone nove e pareggiandone cinque. Il 25 aprile, dopo la sconfitta interna per 1-0 con la Juventus, il Cesena è matematicamente all’ultimo posto della classifica e retrocede nuovamente in Serie B.

La stagione successiva i romagnoli concludono il campionato in Serie B al quattordicesimo posto, durante il quale alla guida tecnica dei bianconeri si sono succeduti prima Nicola Campedelli, fratello del presidente Igor, e poi Pierpaolo Bisoli.

Nel frattempo, il 7 dicembre 2012, Igor Campedelli decide di rassegnare le dimissioni dalla carica di presidente della società e di ripassare la mano al suo predecessore Giorgio Lugaresi. 

Dopo poche settimane però, al termine della gestione Campedelli di 5 anni e mezzo, la società sembra essere sull’orlo del fallimento, con un debito stimato attorno ai 35 milioni di Euro. I sospetti di una gestione non appropriata delle disponibilità economiche della società spingono gli inquirenti ad inserire nel registro degli indagati Igor Campedelli assieme ad altri 3 dirigenti del sodalizio bianconero, con l’accusa di false fatturazioni e violazione delle leggi fiscali. Per tentare di risolvere le problematiche economiche, Lugaresi chiede e riceve l’aiuto di un nutrito gruppo di imprenditori locali per evitare il fallimento societario. Anche i tifosi si mobilitano per dare una mano alla società dando vita all’associazione “Cesena Per Sempre”, attraverso la quale, autotassandosi per dare un contributo ai problemi societari, ottengono di portare due loro rappresentanti all’interno del consiglio di amministrazione della società.

Risolti momentaneamente in questo modo i problemi finanziari più impellenti, la stagione 2013-14 comincia positivamente e, seppure con fortune alterne, alla fine del campionato i bianconeri ottengono il quarto posto della classifica, conquistando l’accesso ai play-off., quindi sconfiggono in finale il Latina, con una doppia vittoria per 2-1, sia in casa che al ritorno in terra laziale.

bisoli

Il 18 giugno 2014, dunque, i bianconeri ottengono la quinta promozione in Serie A della loro storia. Mister Bisoli, dopo aver condotto il Cesena in Serie A per la seconda volta, ottiene la riconferma alla guida dei romagnoli, che conduce quindi nella massima serie per la prima volta. I risultati non arrivano e Bisoli viene esonerato in seguito alla sconfitta per 3-2 a Bergamo, al suo posto la società chiama Di Carlo.

Il 10 magdrago-cesena-settembre-2015-ifagio 2015, in seguito alla sconfitta interna per 2-3 maturata con il Sassuolo, il Cesena torna in Serie B, dopo un solo anno nella massima serie. A causa della mancata salvezza il Cesena a fine stagione esonera il tecnico laziale e al suo posto chiama Massimo Drago

Attualmente il Cesena è al 9 posto nel campionato di Serie B con 55 punti, a sole 2 lunghezze dalla zona play-off.

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