Como, lettera aperta ai tifosi dal profilo ufficiale su  Facebook

Dal profilo Facebook ufficiale del Como arriva una lettera aperta a tifosi e simpatizzanti del club lariano. Ecco il testo:

Siamo stati abituati in questi anni a leggere di nostre baruffe e bufere societarie, fallimenti, vendite, lotte interne; tutte, sempre regolarmente smentite dai fatti. Eppure anche ora siamo qui a doverci giustificare…
Abbiamo preferito rispondere dopo alcuni giorni perché, come spesso è successo, ogni cosa detta o scritta da noi sarebbe passata in secondo piano rispetto ai titoli dei giornali.
Sicuramente questa stagione ha messo a durissima prova la nostra volontà, a partire dai risultati sul campo. Rispetto a tutto quanto accaduto riteniamo di avere più di un alibi che ci consentirebbe di uscire di scena consegnando le sorti della società a scenari già visti in passato … Ma questa compagine sociale ha, nei fatti e non a parole, a cuore le sorti di una squadra che porta il nome della città che amiamo e rispettiamo. Ci sentiamo in dovere di ricambiare la vicinanza dei tifosi che hanno sempre sostenuto la squadra, soprattutto nei momenti difficili; siamo convinti che proprio i tifosi abbiano apprezzato quantomeno l’impegno dei giocatori e della società che mai si sono arresi e che, con grande determinazione, vogliono ancora tentare il tutto per tutto per mantenere la serie B.
Questa società, che fra l’altro ha ricostruito un settore giovanile (oltre 200 ragazzi) dal grande valore sociale e formativo di cui troppo spesso ci si dimentica, è fatta da un insieme di persone che nel tempo ha imparato a conoscersi, a soffrire e gioire insieme e oggi più che mai siamo determinati a proseguire nel nostro percorso senza esitazione; a nulla valgono i continui attacchi ai quali siamo sottoposti anche da parte di “ipotetici amici”, amici del Como solo a parole, ma non certo nei fatti.
In quasi 5 anni di vita calcistica abbiamo sempre portato a termine i nostri impegni e mantenuto le nostre promesse, a cominciare dalle tre principali: l’investimento di 5 milioni in cinque anni (che, alla fine è stato di oltre 6 milioni in quattro anni), la ricostruzione del settore giovanile (impossibile da criticare) e il progetto di tornare in serie B in tre anni (anche questo obiettivo raggiunto). Evidentemente, questo nostro impegno, ben superiore alle previsioni e fatto di sforzi oltre ogni immaginazione, non basta a far sì che il mondo esterno al Calcio Como ci consideri persone serie e da qui, le accuse, ops, le ipotesi di bufera dentro la società.
Ed allora ancora una volta siamo chiamati alle smentite, ops meglio dire alle dichiarazioni di chiarimento. Cerchiamo, allora, di essere chiari.
Il Calcio Como porterà a compimento il percorso iniziato che assicurerà la stabilizzazione economico-finanziaria del club e la sua indipendenza dal “patron”diturno,attraversoprogetticoncretichepartonodaun programmadiefficentamentodellastrutturaorganizzativaalivellogestionale,offrendo tempi certi ai vari creditori in cambio di uno sforzo sostenibile da parte di tutti.
Non facciamo nessun commento su ipotesi di fallimento perché è una possibilità talmente remota che non merita neanche di essere presa in considerazione.
Nel pieno rispetto della magistratura, che ha il dovere di far rispettare leggi e procedure, ci sentiamo di affermare che il Como è una società di calcio rispettosa dei requisiti richiesti per poter partecipare ai campionati professionistici, a cominciare dal deposito delle garanzie reali per l’iscrizione; una società che, come la quasi totalità delle colleghe, ha bilanci in perdita costante e che, se non supportata economicamente dai soci, sarebbe già fallita da tempo così come il 99% delle colleghe. Quindi, pur nel rispetto dovuto allo Stato e alle sue procedure, crediamo che non si possa giudicare il Calcio Como con parametri al di fuori del mondo del calcio. In altre parole chiediamo di essere trattati alla stregua di realtà societarie simili alla nostra.
A questo proposito sottolineiamo che il Calcio Como, come tutte le altre squadre di calcio, subisce controlli obbligati ogni due mesi da parte della F.I.G.C. tramite le società di controllo Co.vi.soc e Deloitte. Ebbene, il Como è risultato, a differenza di altre società calcistiche (alle quali sono stati inflitti punti di penalità), in linea con i parametri finanziari richiesti per legge.
Altra cosa. Ieri, lunedì 18 aprile, era l’ultimo giorno utile per il pagamento degli emolumenti dei tesserati e, come abbiamo sempre fatto, questo termine e’ stato rispettato. Punto.
Prima che qualche “ipotetico amico”del calcio Como si inventi l’accusa, ops ancora, l’ipotesi che questo controllo sui conti, nasca dalla verifica fatta dalla Guardia di Finanza nell’ultimo mese, desideriamo confermare che l’unica contestazione avanzata alla gestione di questa società in quell’occa- sione è stata sugli affitti pagati ai giocatori, su cui avremmo dovuto calcolare il “fringe benefit”. Vale a dire poche migliaia di euro.
Detto questo, siamo consapevoli del fatto che a seguito della recente sentenza la magistratura potrebbe procedere a svolgere delle verifiche d’ufficio, volte a valutare lo stato di salute del club. Al riguardo siamo molto sereni e assicuriamo sin d’ora la nostra più totale collaborazione, per quanto di nostra competenza, al fine di poter rappresentare la reale situazione.
Intendiamoci. Non possiamo certo negare che le società di Calcio abbiano tempi lunghi di pagamento e si trovino spesso a fronteggiare dei periodi di stress finanziario e bilanci in perdita. Basti pensare che in Lega B, se si sommano le perdite delle 22 squadre appartenenti al campionato, si arriva ad una cifra globale di oltre 40 milioni di euro (di perdite).
È in questo mare che il Como si trova a navigare, ma vogliamo far notare che il nostro momentaneo stress finanziario è dovuto, soprattutto, al ritardo con cui si sta provvedendo alla distribuzione dei diritti TV e dei contributi della Fondazione per la mutualita’ generale da parte della Lega B; contributi che, per legge, avrebbero dovuto essere assegnati entro il 31 gennaio, cosa che, invece, non è ancora accaduta o solo in parte. Tutto ciò – è bene sottolinearlo – non certo per responsabilità della stessa Lega di B, ma a causa della modifica di una parte delle procedure di assegnazione e distribuzi- one dei contributi al fine di assicurare una maggiore trasparenza ed equità nella valutazione dei progetti presentati dalle società
In ogni caso è chiaro come le società di calcio, che perdono svariate centinaia di migliaia (e in alcuni casi milioni) di euro all’anno, abbiano la necessità dell’apporto finanziario dei soci.
Tuttavia è un fatto che, nel caso del Como, la società controllante abbia sempre fatto fronte alle varie ricapitalizzazioni previste dalla legge in questi casi. E proprio questi sforzi finanziari, tanto tempo dedicato, tanto impegno e tanta passione hanno permesso di riportare il Calcio Como in serie B dopo lunghissimi anni di assenza.
La compagine societaria ha fatto tutti questi sforzi con sacrificio e determinazione, con la sottesa speranza che il raggiungimento di importanti traguar- di sportivi avrebbe indotto altri imprenditori comaschi ad aderire al progetto ed a sostenerlo con nuove risorse finanziarie, cosa che purtroppo non è ancora avvenuta.
Dopo i tanti sacrifici fatti, dunque, si va avanti, non ci si tira certo indietro ora, ma bello sarebbe se oltre alle critiche, ogni tanto, arrivasse anche un nuovo socio o qualche nuovo sponsor: le porte sono state sempre aperte e tali restano ancora.
Si va avanti si’, ma stanchi dell’indifferenza, stanchi delle critiche prive di fondamento, circondati da gente che vuol bene al Como solo a parole e che nei fatti, poi, agisce all’opposto. Si va avanti, si’ ma con tanta, tanta amarezza in bocca.
Ribadiamo ai nostri tifosi che il Como sotto questa compagine societaria non fallirà e si iscriverà regolarmente ai prossimi campionati; assurdo per noi doverlo confermare ancora una volta, dopo tutto quello che abbiamo dimostrato negli anni.