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Probabilmente è stato il migliore in campo del Real Madrid, ma Gareth Bale non è riuscito nell’impresa titanica di non far rimpiangere Cristiano Ronaldo. Fuori per un infortunio – da valutare – il portoghese è mancato come terminale offensivo in una gara tra gli sbadigli, con pochissime occasioni e pochissimo divertimento. La traversa di Jesé è stato l’acuto più alto, con il tiro da due passi di Pepe come bis richiesto, poiché Hart aveva già salvato un paio di volte. Dall’altra parte pochino, giusto qualche fagiolata e il tiro di de Bruyne all’ultimo minuto.
I lampi di Cristiano Ronaldo, sempre bistrattato quando si parla di lasciare giocare i compagni più talentuosi, hanno reso orfano un Real che ora deve vincere al Bernabeu per non lasciare il passo a un avversario che, anche ieri, si è dimostrato inferiore a molte delle squadre che sono approdate ai quarti di finale di Champions. Peccato che il City, con i tanti campioni di cui può disporre, potrebbe anche creare una piccola sorpresa, all’ultima spiaggia, un po’ come successo già qualche anno fa a un Chelsea praticamente in barca per gran parte della stagione, salvo poi conquistare il primo (e ultimo, almeno finora) vessillo intercontinentale. Così Gareth Bale, contro una squadra d’Albione, ha brillato, ma con un biglietto d’addio in mano: d’altro canto, pur avendo giocato una grandissima stagione, Bale non è mai il primissimo tenore. E tornare in Premier League per diventare leggenda, almeno negli ultimi anni di carriera, sembra un’opzione più che percorribile.