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Una rimonta incredibile da parte del Liverpool. Un 4-3 che riporta alla mente Italia-Germania del 1970, anche se la sequenza dei gol è stata diversa alla gara disputata quasi 50 anni fa in Messico. Il match di ieri sera ad Anfield non diventerà quello del secolo, ma sarà certamente ricordato per decenni dai tifosi dei reds e non solo. La rimonta dalla squadra di Jurgen Klopp ha del clamoroso: sotto 1-3 a 25′ dalla fine, tutto sembrava ormai perduto e, invece, il Liverpool ha dimostrato che non muore mai. Chiedere al Milan per ulteriori informazioni, che dopo 11 anni ancora si lecca le ferite della finale di Champions a Istanbul. E invece Klopp ha guadagnato il pass per le semifinali di Europa League, con l’obiettivo di riportare una coppa continentale nel Merseyside che manca proprio dal 2005. Una vittoria fantastica, al limite della razionalità in quanto quasi nessuno si aspettava la remontada dopo il terzo gol avversario firmato da Reus.

Origi, Coutinho, Sakho e Lovren. I new fab four, sulla falsariga dei Beatles. Questi gli uomini che hanno fatto la storia per la compagine di Klopp, il quale ha già scritto una pagina bellissima della sua – seppur ancora breve – esperienza ai reds. Proprio contro il Borussia Dortmund, squadra che ha portato in trionfo in Bundesliga e con la quale ha sfiorato la Champions League nel 2013. Salutando i suoi vecchi tifosi nel post gara, come soltanto i più grandi di questo sport sanno fare.
Un 4-3 che probabilmente non premia la squadra più forte in termini assoluti, ma quella che ha mostrato maggior coesione e voglia di passare il turno. Perché il tremendo uno-due firmato Mkhitaryan-Aubameyang in avvio avrebbe abbattuto qualsiasi squadra al mondo. Non il Liverpool, non ad Anfield Road. Perché la frase scritta nello stadio di Liverpool prima di scendere in campo spiega tantissime cose. Soprattutto per una questione ambientale. ‘This is Anfield’, la frase più ricorrente negli incubi che il Borussia avrà per diverse settimane.